"Ascolta. Questo è il mio morso. Quindici anni di Festival della Taranta": il programma del convegno

Ascolta. Questo è il mio morso. Quindici anni di Festival della Taranta

Quindici anni sono un periodo di tempo sufficiente per uno sguardo retrospettivo, ma nello stesso tempo puntato in avanti. Con questo intento il Consiglio scientifico della Fondazione La Notte della Taranta promuove il convegno che si terrà al Castello de Gualtieriis, a Castrignano dei Greci, nelle giornate del 23 e 24 agosto, per una aperta discussione sugli aspetti essenziali di una manifestazione musicale che rappresenta un profondo elemento di novità sia nella vita musicale italiana e internazionale, sia nella percezione diffusa del territorio salentino.

Il titolo del convegno - Ascolta. Questo è il mio morso. Quindici anni di Festival della Taranta, - è un riferimento all’ascolto, all’orecchio e quindi alla musica, ma anche al “morso”, alla fisicità, alla sensibilità tattile, alla frenesia della danza.

Al termine della lunga cavalcata a tappe del festival itinerante e prima del grande Concertone di Melpignano, c’è spazio dunque per interrogarsi, confrontarsi e capire in che modo l’evento ha lasciato il suo segno sulla scena musicale contemporanea, quali archetipi della cultura
occidentale ha ridestato, quanto ha mutato la percezione del territorio e della cultura del Salento, come ha inciso sulla sua economia. Il convegno, infatti, affronterà gli aspetti rituali, colti e popolari – e le loro interrelazioni - della Taranta, la specificità del Festival nella
scena musicale contemporanea, il rapporto con la cultura rave, le diverse scelte artistiche e di repertorio compiute in questi anni, l'aspetto di "sfida alle frontiere" che, in particolare nell'edizione 2012, emerge come anima di questa manifestazione.

Un'intera sessione sarà dedicata al rapporto tra il Festival e l'economia: nella Notte della Taranta emerge una concezione della cultura e dell’arte intese come concrete ipotesi di sviluppo, materiale e immateriale, di un territorio. Senza dimenticare gli aspetti logistici e organizzativi: quell'insieme di strategie che rende possibile l'invasione festosa di un piccolo paese quale Melpignano da parte di una folla che, da anni, puntualmente supera le 100.000 presenze.

Storici della cultura popolare, psichiatri, antropologi, storici della musica, della sua creazione e ricezione, affronteranno l'insieme degli aspetti che hanno reso specifica l'esperienza del Festival, così radicato nel territorio e insieme capace di affascinare un pubblico globale. Il
suo successo non si può spiegare soltanto con la qualità e la particolarità della musica che vi viene suonata o della danza che viene ballata. C'è dell'altro, ci sono radici prepotentemente popolari che insistono nel profondo della nostra storia culturale, ci sono richiami arcaici che incontrano la contemporaneità, c'è un gioco dei sensi - la musica, la danza, la convivialità - che ogni anno si ripropone. C'è una complessa macchina organizzativa che si mette in moto, assieme al forte impatto del Festival anche sull'intera economia salentina, come racconta lo
studio dell'Università Bocconi. Musica, cultura, economia, ecco le inseparabili traiettorie che gli interventi dei relatori tracceranno.

Questo il programma completo del convegno:

PRIMA SESSIONE 23 agosto, ore 10-13,45

presiede CARMELO PASIMENI (Docente di Storia contemporanea Università del Salento)

saluto di MASSIMO BRAY (Presidente Fondazione La Notte della Taranta)
La forza delle culture

ALESSANDRO BARBERO (Storico e scrittore)
Da Industria a Melpignano/Da Iside alla taranta: il sommerso e il salvato della cultura 'popolare'

PIETRO BRIA (Direttore del dipartimento di Psichiatria del Policlinico Gemelli di Roma)
Il ritorno di Dioniso

EUGENIO IMBRIANI (Docente di Antropologia culturale Università del Salento)
Il dio che danza non c'entra

CLAUDIA ATTIMONELLI (Docente di Cinema, fotografia e televisione Università di Bari)
Rave culture e Notte della Taranta: l'estetica e l'estasi della sparizione

SERGIO BLASI (Fondazione La Notte della Taranta)
Genesi di un Festival

DISCUSSIONE

SECONDA SESSIONE, 23 AGOSTO ORE 14,45 -19

presiede MADDALENA TULANTI (Vicedirettore Corriere del Mezzogiorno)

SERGIO TORSELLO (Studioso di storia locale e cultura popolare)
Musica e territorio: dai gruppi all'orchestra

MAURIZIO AGAMENNONE (Docente di Etnomusicologia Università di Firenze)
Un possibile modello: la terza edizione, quella del 2000

GIANFRANCO SALVATORE (Docente di Etnomusicologia Università del Salento)
Mito e storia

FABRIZIO VERSIENTI (Giornalista)
Strategia del ragno. La Taranta nella scena musicale contemporanea

ANDREA CARLINO (Docente di Storia della Medicina Università di Ginevra)
Memoria e storia del tarantismo. Un progetto di ricerca

ANTONIO FANELLI (Ricercatore di Antropologia, Storia e Teoria della Cultura Università di Siena)
Il consumo del canto sociale e popolare. Dai Dischi del Sole alla Notte della Taranta

IVAN STOMEO (Sindaco di Melpignano)
Gestione di un evento

DISCUSSIONE

TERZA SESSIONE - 24 AGOSTO -ORE 9,30-12

presiede PATRIZIA CALEFATO (Docente di Sociolinguistica Università di Bari)

VALENTINA ZINGARI (Antropologa, Università di Siena)
Dalle tradizioni popolari al patrimonio culturale immateriale. Un processo globale e una sfida alle
frontiere

CHRISTIAN CALIANDRO (Storico dell’arte contemporanea)
I festival italiani come utopie realizzate: gli ecosistemi culturali al tempo della crisi

GIUSEPPE ATTANASI (Ricercatore)
Eventi culturali e strategie di sviluppo locale: quale ruolo del festival per il territorio salentino

SANDRO CAPPELLETTO (Scrittore e storico della musica)
Colto, popolare o Bach? La Taranta e la rinascita di una relazione perduta

DISCUSSIONE - CHIUSURA LAVORI