Vertenza ex collaudatori della Pista di Nardò: nuovo presidio domani in Prefettura

Nuovo presidio domani sotto la Prefettura di Lecce dei lavoratori della All Service e della Italian Job, ex collaudatori della Pista di Nardò. "L'ennesimo presidio -si legge nella nota Cobas- si rende necessario a causa dell'ennesima dimostrazione di lentezza da parte Istituzionale (in questo caso la Prefettura) quando si tratta di discutere degli intoccabili: tradotto Pista di Nardò".

I lavoratori avevano pensato di rivolgersi alla Prefettura sperando di contare su un ruolo super partes e che si desse una più che necessaria accelerata a tutta la vicenda. Ciò dato che nel corso di questa drammatica (per i lavoratori) vicenda si erano puntualmente incontrati muri di gomma nella Regione, nella Provincia, nei Comuni, nella task force regionale, nei Parlamentari (fatte le rarissime debite eccezioni): la dimostrazione sta nel fatto che a tutt'oggi la vicenda è irrisolta.

"Tutti costoro -dichiara Salvatore Stasi della Confederazione Cobas- oltre a non aver mai avuto ruolo super partes, hanno nel tempo rallentato fino all'inverosimile la tempistica di discusione e risoluzione, fino a defilarsi completamente (loro vero reale obbiettivo)".

Oggi anche la Prefettura non dà buone sensazioni ai lavoratori, dato che dopo un primo incontro tenuto l'8 agosto si ritenne opportuno dato il prossimo avvento del nuovo Prefetto, di rimandare a dopo agosto l'incontro.

Questo si è finalmente tenuto solamente il 19 settembre con il Dottor Aprea, il quale già in quella data prese impegno che entro settembre si sarebbe fatto il punto e possibilmente convocato tavolo prefettizio. A tutt'oggi i lavoratori attendono una risposta.

Per questo silenzio domani si autoconvocano perchè per loro che sono a reddito minimo e/o a reddito zero, ogni giorno che passa è puro veleno. E si chiederà una accelerazione dei tempi, perchè la risoluzione della vicenda non può più aspettare. "Infine, ma non per ultimo, si verificherà l'atteggiamento prefettizio e nel frattempo nessuno (Regione, Provincia, Comuni, Parlamentari, task force), pensi che i lavoratori si siano dimenticati di loro e che possano cavarsela dalle loro responsabilità defilandosi".