Confindustria Lecce si schiera contro la Legge Porcellum

Confindustria di Lecce

Il dibattito è acceso più che mai e l'iniziativa della raccolta firme per fermare gli effetti del Porcellum ormai corre da Nord a Sud. Il punto di partenza è chiaro: in Parlamento gli eletti sono stati decisi dai partiti che hanno sottratto ai cittadini la libertà di scegliere e votare chi vogliono che li rappresenti. Il punto d'arrivo lo è altrettanto: riportare il potere di scegliere nelle mani e nelle menti degli italiani.

Da Lecce arriva la notizia che il Consiglio Direttivo di Confindustria Lecce, nell’esaminare l’attuale fase economica, ha espresso preoccupazione per la deriva che il nostro Paese sta assumendo ed ha sottolineato l’urgenza di riforme strutturali che incidano sul sistema Paese, sulla macchina burocratica e sui tagli della politica, al fine di dare agli italiani una visione ottimistica del futuro.

Purtroppo, l’attuale sistema elettorale ha alimentato un processo di progressiva deresponsabilizzazione della classe politica nei confronti dei cittadini e dei territori e, al contempo, ha portato alla disaffezione alle urne. Ricostruire un rapporto tra cittadini e buona politica è invece un imperativo categorico da perseguire anche attraverso una riforma elettorale non più rinviabile.

In tale ottica, il Consiglio Direttivo di Confindustria Lecce ha espresso il proprio sostegno alle finalità del referendum per la modifica della legge elettorale, motivando tale decisione come un segnale di impegno e senso civico e non come scelta “di parte”. Un impulso, una sollecitazione al Parlamento perché proceda alla riforma.

“E’ il Paese intero – ha detto in proposito il presidente di Confindustria Lecce Piernicola Leone de Castris – che ha urgente bisogno di cambiamento, di invertire la rotta per far crescere una credibilità sul piano internazionale che, in qualche modo, è andata scemando”.

“Come imprenditori – dice ancora il presidente Leone de Castris – siamo convinti che ognuno debba prendersi la responsabilità delle proprie decisioni ed azioni. Ogni giorno noi lo facciamo nelle nostre imprese per il benessere dei lavoratori, delle loro famiglie e per lo sviluppo del territorio.

Non c’è più tempo. Occorre assumere decisioni coraggiose, anche impopolari se necessario, purché si torni a mettere l’interesse del Paese al di sopra di tutto. E’ prioritario procedere alla riforma elettorale per consentire ai cittadini di scegliere chi deve governare l’Italia, per dare nuova forza, consistenza e voce ai diversi territori, mediante rappresentanti individuati attraverso le urne e non imposti dai partiti.

E’ la capacità di rappresentanza dell’elettorato e dei territori stessi, in sostanza, che deve premiare chi governa. Solo in questo modo si rafforzerà l’autorevolezza e la credibilità dell’Italia intera”.