Emergenza sbarchi ad Otranto: il Don Tonino bello riapre le sue porte ai clandestini

Il Don Tonino Bello riapre le sue porte per accogliere i clandestini e assicurare loro il pronto intervento appena giunti sulle nostre coste. Attraverso il protocollo d’intesa tra Comune di Otranto, Prefettura, associazioni di volontariato e forze dell’ordine verrà creato lì un primo presidio di accoglienza e ristoro.

Un luogo da non confondere con i centri di permanenza o di asilo politico, ma un luogo dove far scattare le prime immediate azioni di aiuto. Questo è emerso dal vertice tenutosi presso la Prefettura di Lecce tra le parti in causa. Il comune idruntino mette, quindi, a disposizione l’immobile, un tempo già centro di prima accoglienza e poi chiuso nel 2005. La struttura, al più presto, verrà ripulita e attrezzata adeguatamente per consentire assistenza.

E per fare questo serviranno almeno 60 mila euro, forse anticipati dal comune stesso di Otranto. Tutto questo per dare risposte chiare e veloci a chi cerca rifugio nel salento e per affrontare preparati l’emergenza, scattata infatti con l’arrivo dei 48 afghani e siriani, tra cui anche tanti bambini, giunti al porto di Otranto a bordo di un veliero in condizioni igieniche carenti, senza cibo ne acqua e con mare e vento forza 4.

Condizione durata per tutto il viaggio tanto da farli arrivare nel salento letteralmente sfiniti e bisognosi di cure…cure avvenute presso la scuola materna della città. Dopo averli fatti pernottare, dopo averli cibati e identificati i clandestini sono stati indirizzati nei vari centri di destinazione per essere poi espulsi,se non viene riconosciuto loro asilo politico, dall’Italia.