Otranto diventa patrimonio culturale mondiale dell'Unesco

Unesco

Le parole del Sindaco Luciano Cariddi non possono che essere di viva soddisfazione e noi non possiamo che essere commossi per tale riconoscimento.

Eh si, perchè la bella Idruntum non genera se non stupore, meraviglia quando la si guarda! Le sue viuzze color sabbia, gli echi di una storia così imponente. La moneta del buon viaggiatore è la fantasia, Otranto ti suggerisce esperienze visive da racconto!

Leggo le parole di Cariddi e penso che non si può non amare Otranto, che si faccia il Sindaco o meno. La sua eleganza intramontabile premia un territorio che non ha ceduto alla tentazione di "spoetizzarsi", ma è rimasto puro, unico.

In qualsiasi luogo un salentino sia in viaggio, paragona una piccola città sul mare ben curata di un'altra regione a Otranto. Banale sì, ma vero per molti!
Alzi la mano chi non ha mai detto: Un po' come la nostra Otranto!
A me per esempio è successo con alcuni turisti che accompagnavo in Croazia a Rovigno.

Il borgo antico di Otranto, “testimone di una cultura di pace”, come si legge sulla ratifica ufficiale dell’Unesco, è simbolo di accoglienza e messaggero di speranza e di valori positivi. Luogo che ricorda a quanti hanno la fortuna di “viverlo” una storia passata ma ancora attualissima, impressa nei suoi monumenti, nella sua architettura, sul suo antico basolato. Una storia fatta di incroci di popoli e culture differenti, di incontri di destini che si sono intrecciati in quest’area del Mediterraneo in cui la nostra Città gioca un ruolo di protagonista da sempre.

Ecco le parole del Sindaco: la fortuna di viverlo. Che cosa vi dicevo? Non si può non amare Otranto!

La migliore promozione è l'Amore.