"Il Castello dei Tranelli, alias dove devo andare" regia di Aldo Augieri

PAROLE PER UN PICCOLO STOMACO di Aldo Augieri

"Sono entrato nel centro di salute mentale senza sentire alcun dovere, alcuna responsabilità! Ho tirato il fiato e mi sono messo in silenzio ad ascoltare. A teatro cerco tic e ossessioni mi sono detto, qui la tavola è già apparecchiata. Quanti attori inconsapevoli, quante ali, quanti terremoti qui dentro, mi sono detto. Insomma, dopo aver perso da un pezzo il gusto dell'incontro, entro nel centro di salute mentale e non faccio altro che incontrare. Vedo persone. Vedo sorrisi. Vedo sguardi. Vedo storie. Dalla sorda e brutale biografia sconfitta di ognuno ricaviamo una favola ambientata in un castello dove abitanti allucinati credono solo alla propria allucinazione! È tutto quello che hanno. Neanche sotto tortura ci rinuncerebbero. Sono un tic nervoso, mi sono detto, che ci faccio qui? Mentre mi facevo questa domanda mi è esplosa una voglia matta di toccare il punto di non ritorno. E così giù a scrivere di Helmut, di Ginevra, di Milka, di Enrichetta, di Abdul, di Manticora. Che cosa voglio? Mi sono detto mentre facevo le scale per entrare nel centro di salute mentale, e che cosa non voglio più? Attraverso il teatro, mi sono accorto che la scena esalta chi nella vita non ha più voglia di certe solite, squallide dinamiche. Certe persone sembrano essersi arrese, poi entrano in scena e hanno la forza di metterti sottosopra. I giorni passavano ed io ero sempre più contento, uscivo dal centro di salute mentale e per me era sempre Natale, mangiavo torroni e preparavo l'alberello. Andavo a dormire tra le braccia di uno spettro. Ma queste sono le vittime? Mi sono detto. Davvero? Ci raccontiamo questa bugia tutti i santi giorni? Il castello dei tranelli dice tutto, io la sofferenza sono venuto a spiarla e l'ho trovata eccitante. È bastato mettersi una parrucca, vestirsi di bianco e nuotare fino all'alba con un braccio solo!

Una descrizione profonda, sentita e intensamente vissuta quella del regista Aldo Augieri

Il Castello dei Tranelli” , opera teatrale in scena venerdì 29 giugno, alle 21:00, nel cinquecentesco Castello di Corigliano d’Otranto apre il sipario su un team davvero speciale, fortemente integrato, che vede i volontari dell’ A.S.T.S.M ( Associazione Salentina di Tutela per la Salute Mentale – Onlus, Lecce) insieme ad operatori dei servizi territoriali preposti, tecnici in ambito teatrale e portatori di disagio psichico, autori-attori impegnati in un ambizioso progetto artistico.

Il Castello dei Tranelli è scritto da ognuno degli interpreti che si cimentano nella rappresentazione del sé, dando vita ad una favola ambientata in un maniero abitato da un bizzarro Re afflitto da una strana ossessione sul taglio dei capelli. Un file rouge da cui si dipanano le storie individuali e gli aneliti di libertà dei sudditi.

L’evento è fondato su un lavoro di squadra dall’alto intento etico e di promozione personale e sociale, che vede la preziosa collaborazione dell’Osservatorio Europeo della Lettura – Centro interuniversitario di promozione della Lettura- Università di Siena e del Salento e del Teatro di Ateneo dell’Università del Salento, attraverso un robusto supporto tecnico-organizzativo di Asfalto Teatro.

Ricordiamo che l’opera teatrale “Il Castello dei Tranelli” è organizzata da Asfalto Teatro in collaborazione con A.S.T.S.M. – Associazione Salentina di Tutela per la Salute Mentale - Onlus Lecce, che da sempre è impegnata nel sociale in stretta collaborazione con i servizi territoriali preposti della ASL Lecce e con il volontariato locale, in particolare con l’Associazione Nuove Speranze – San Cesario, e il supporto del CSV Salento.

Il progetto nasce da un percorso formativo intrapreso tre anni fa in ambito teatrale, con l’obiettivo di perseguire attraverso le forme artistiche una costante opera di sensibilizzazione, prevenzione e lotta allo stigma.

In questo percorso il linguaggio creativo dell’arte in tutte le sue declinazioni, riveste un’importante funzione riabilitativa della salute mentale, in cui il paziente, sperimenta la riscrittura del sè.