Dopo la guerra, il teatro. In Iraq l’esperienza di Astràgali

Dopo la guerra, il teatro. In Iraq l’esperienza di Astràgali

E’ un’esperienza unica quella che Astràgali Teatro sta vivendo in questi giorni, invitata in Iraq a partecipare a una serie di seminari e incontri sul ruolo del teatro nel superare i conflitti e le divisioni e nella costruzione di un futuro per le giovani generazioni.

A che serve il teatro? Qual è il suo ruolo oggi, nei contesti nazionali e globali? E, soprattutto, può essere di aiuto nel superare i conflitti, mobilitando la società civile, coinvolgendo i giovani per programmare un futuro migliore, sostenere le comunità nelle ricostruzioni? E’ a partire da queste domande che il progetto di Conferenze Internazionali promosse da alcune delle principali Università irachene dal 23 al 28 aprile, in collaborazione con il Network for cultural Redevelopment of Irak, ha preso corpo, snodandosi in città e villaggi di un territorio devastato e offeso, e oggi fortemente deciso a ricominciare a vivere anche a partire dalla mobilitazione della cultura e dei gruppi teatrali.

Uganda, Germania, Brasile, Pakistan, Giappone e Italia, rappresentata da Fabio Tolledi, direttore artistico e regista di Astràgali Teatro, presidente del Centro italiano dell’International Theatre Institute – Unesco: sono questi i paesi e le esperienze artistiche coinvolte dagli organizzatori iracheni, nella necessità stringente di ricostituire una rete di legami con paesi altri, e di confrontarsi con esperienze maturate in differenti luoghi nel mondo.

“Il progetto”, sottolinea proprio Fabio Tolledi, “ha come obiettivo la creazione di un dialogo e di un confronto intorno alla ricerca di soluzioni per una ricostruzione sostenibile dei luoghi della cultura e del teatro in Iraq. L’esperienza vissuta da Astràgali Teatro in questo ultimo decennio nei Paesi del Mediterraneo e del Vicino Oriente è particolarmente significativa, non solo perché ha portato il teatro nei luoghi di guerra e di conflitto, ma soprattutto nelle pratiche di laboratori e di incontri che hanno accompagnato e, direi, caratterizzato il nostro lavoro”.

E proprio in una delle conferenze, davanti a un pubblico soprattutto di studenti irakeni e di addetti ai lavori, con la presenza di piccoli gruppi teatrali locali, Tolledi ha voluto centrare l’intervento sulle pratiche del multilinguismo che caratterizzano il lavoro artistico e l’esperienza internazionale di Astràgali, e l’impianto drammaturgico degli spettacoli.

“Lo scontro di civiltà cui stiamo assistendo nel conflitto globale”, ha osservato, “si sostanzia attraverso la banalizzazione del nemico, l’assenza di riconoscimento della sua cultura e della sua lingua come elementi fondanti e insostituibili nella loro preziosa singolarità. Il nemico, qualsiasi nemico, è un barbaro, colui che non è dotato di lingua, cultura, storia.

Riaccogliere, all’interno dell’esperienza artistica e della creazione di un lavoro teatrale, all’interno del processo estetico, proprio quegli elementi, permettendo alle lingue di scambiarsi tra loro, chiedendo ad ogni attore e ad ogni attrice di relazionarsi non con una tecnolingua ma con la propria lingua madre è un processo delicatissimo e a volte anche molto doloroso, che porta verso la possibilità di una relazione vitale e di una comunità di uomini e donne decisi a essere insieme”.

Insieme a Fabio Tolledi, relatori e studiosi dalle diverse nazioni coinvolte tutti di grande prestigio internazionale. Tra gli altri, Jessica Kaahwa, Università di Makerere in Uganda; Mascha Poerzgen, regista per Università delle Arti di Berlino, e docente all’Università di Essen; Barbara Santos, sociologa e regista teatrale dal Brasile; Rascha Abd Elmonem, drammaturga e critica teatrale dall’Egitto.

Relatore nei tre convegni internazionali e nei nove meetings, Fabio Tolledi ha accompagnato gli interventi con la proiezione video dei lavori di Astràgali nei luoghi del Mediterraneo: Ulysses’ gramophone-appunti teatrali per una critica della violenza; Antigone- anatomia della resistenza dell’amore; Doni di guerra; Persae; Lysistrata-primo studio sull’oscenità del potere.