La Masseria Boncuri di Nardò viene "svuotata": tende e braccianti fuori, silenzio di Istituzioni e Cgil sollecita il Vescovo

Masseria Boncuri di Nardò

Eppure avevano promesso, assicurato che mai più la nostra terra sarebbe stata macchiata dal caporalato, dallo sfruttamento e, soprattutto, da una integrazione accennata, sbagliata, incoerente, carente, incostante.

Sono tutti termini che mi vengono in mente se penso che in queste ore la Masseria Boncuri di Nardò deve essere "svuotata". E tutto ciò avviene rigorosamente, scrupolosamente e sotto il silenzio delle Istituzioni, che avevano promesso e, addirittura, sotto il silenzio della Chiesa, quella Chiesa che dovrebbe essere accanto agli ultimi. Così via le tende, via le "persone".

E poco importa se, quelle persone non hanno soldi, non hanno un posto dove andare, non sanno cosa fare. L'unico obiettivo che hanno, loro, i braccianti i Nardò, è di voltare pagina una buona volta, di pretendere i loro diritti. L'impegno preso, loro, lo portano avanti.

Associazioni, studenti, singoli hanno così risposto all’appello della Cgil per un presidio democratico presso il campo di accoglienza ora in corso. Chiedono l’intervento di tutte le sensibilità civili e religiose e del Vescovo. Ma nessuna risposta, nel frattempo, è arrivata da Prefetto, Ministero degli interni, Regione, Provincia

Mentre continua lo sgombero del campo di accoglienza, allestito nella Masseria Boncuri di Nardò, sotto gli occhi dei lavoratori migranti tuttora impegnati nelle attività di raccolta nelle campagne e che non hanno ancora le risorse economiche per spostarsi o per trovare altro ricovero, una parte della società civile, per fortuna, risponde all’appello.

Il presidio è iniziato nelle prime ore di questa mattina per manifestare solidarietà ai lavoratori presenti nella masseria e per impedire lo sgombero delle strutture per il loro ricovero.

Di fronte a una situazione in cui le aziende non hanno assolto alle loro responsabilità contrattuali, la Cgil, assieme alle componenti delle società civile presenti al presidio, chiede ancora una volta un intervento, più volte sollecitato, in favore di questi lavoratori da parte di Prefetto di Lecce, Ministero degli Interni, Regione Puglia, Provincia di Lecce.

Auspica altresì che tutte le sensibilità civili e religiose, ivi compreso il Vescovo di Nardò, rispondano alla richiesta di sostegno e solidarietà nei confronti di questi lavoratori.