Crisi economica. Una "Commissione per la Crescita" anche per la Puglia?

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Soldi, soldi, soldi. Numeri in rosso, Piazza Affari che sprofonda, prezzi che crollano, petrolio in calo e generale schizofrenia. In quest’altra giornata di passione per i mercati internazionali, in Italia e in Puglia, non si fa altro che parlare di come si può correre ai ripari.

“Il governo istituisca una “Commissione per la Crescita'', formata da 'rappresentanti di maggioranza e opposizione', con 60 giorni di tempo per elaborare proposte per la crescita del Paese”.

Questa l’idea del leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, nel suo intervento dopo le comunicazioni sulla crisi del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in Aula alla Camera. Un’idea che in Puglia piace e non solo ai militanti del suo partito.

Il vicecapogruppo dell’Udc al Consiglio regionale, Eprepio Curto ha già avanzato la medesima proposta per risollevare le sorti economiche della Puglia. La Commissione bipartisan piace anche alla senatrice Adriana Poli Bortone: “Non è certamente trascurabile –dichiara il presidente nazionale di Io Sud- il messaggio di Casini che è un modo per affrontare l’individuazione di una strada da seguire per poter indicare delle cose concrete da fare assumendosene collegialmente le responsabilità.

Questo è un metodo di lavoro ben lontano dall’inciucio e assolutamente in linea con la gravità del momento”.

Il sindaco di Bari, Michele Emiliano dà la sua interpretazione delle cose e individua i responsabili: ''La nostra e' una crisi da non distribuzione della ricchezza, e questo per scelta politica. Da 15 anni il popolo italiano ha conferito una mission ai propri rappresentati: vogliamo pagare meno tasse.

E per tre lustri si e' applicata una ricetta monetaristica, reaganiana, trapiantandola su un modello di economia mista sancito addirittura dalla Costituzione''.

Il governatore pugliese Nichi Vendola rincara la dose: “La politica, colpevolmente genuflessa dinanzi alla signoria del mercato, oggi appare impotente e balbettante. Nulla di concreto si può dinanzi alle piroette speculative dei mercati.

Si insegue il miraggio del pareggio di bilancio, affamando il Paese, deprimendone l'economia, non affrontando i nodi di una moderna politica industriale, definanziando l'innovazione e la ricerca, spezzando il cuore della pubblica istruzione. Si vuol curare l’ammalato con una medicina letale".