Regione Puglia costretta a rimborsare 1 milione di euro a farmacie. Negro: "Chi pagherà"

“La burocrazia sbaglia e la Regione paga! Un milione di euro dovrà essere rimborsato dall’Ente di via Capruzzi alle farmacie pugliesi per aver errato il criterio di prelievo sul prezzo lordo dei farmaci. Un milione di euro che adesso dovrà essere restituito ai farmacisti auspicando che non si instaurino ulteriori contenziosi e quindi ulteriori aggravi di spese ai danni dei cittadini di Puglia”.

A denunciare la vicenda è il presidente del Gruppo Udc alla Regione Puglia Salvatore Negro. “Siamo troppo abituati ad elargire premi di produttività e poco a penalizzare chi sbaglia – ha sottolineato – se fosse attivata la Commissione sprechi nella Sanità probabilmente molti errori potrebbero essere evitati e, in ogni caso, si potrebbe arrivare a individuare precise responsabilità.

Adesso chi pagherà per questo? Da tempo sollecitiamo un dibattito in Aula sui costi e disfunzioni della burocrazia che sovrintende alla volontà politica”. “Riconosciamo che il Governo leghista nei suoi programmi aveva istituito il Ministero della semplificazione ma questo si è trasformato in un flop, visto che delle riforme annunciate e dello snellimento delle procedure burocratiche nessuno se ne è ancora accorto, tanto da essere soprannominato “ministero della complicazione” – ha continuato Salvatore Negro –Siamo convinti che non si può limitare il discorso alle sole indennità di carica dei parlamentari o degli assessori e consiglieri regionali.

È necessario mettere in campo meccanismi per introdurre il concetto di responsabilità nei confronti della macchina amministrativa e burocratica e quindi di funzionari le cui indennità sono di gran lunga superiori a quelle di un presidente di Regione ma che non rispondono allo stesso modo. Non si può continuare a nascondere la realtà dei fatti attribuendo sempre e comunque ai rappresentanti istituzionali democraticamente eletti responsabilità che non gli appartengono ma occorre individuare e penalizzare chi ha commesso gli errori”.

“La burocrazia – ha concluso – deve essere motore della macchina amministrativa e della società e non un limite che frena o ostacola lo sviluppo economico e sociale del territorio. Non possiamo chiudere gli occhi né tacere perché anche questi sono i costi della politica”.