Francesco Boccia critica il Governo Vendola e la Puglia Prima di Tutto propone a Boccia l'intesa bipartisan

Lontana da Vendola, vicina a chi per ben due volte, nella volontà di sfidare il candidato Pdl, ha affrontato il governatore pugliese nelle passate primarie del Pd, perdendole. La Puglia Prima di Tutto ora condivide le frecciate al vetriolo di Francesco Boccia e fa delle sue parole il punto di partenza per un’intesa comune, al di là degli schieramenti politici.

"Apriamo un tavolo di confronto bipartisan sulle politiche fallimentari del governo Vendola e adottiamo iniziative comuni nell'interesse dei pugliesi". E' il senso dell'invito che il coordinatore, Salvatore Greco, lancia a maggioranza e opposizione dopo aver apprezzato le dichiarazioni del deputato Pd Boccia, critico (e non è la prima volta) con le scelte della giunta regionale.

"Fa sorridere la campagna di manifesti del centrosinistra - prosegue il consigliere regionale - che parla di ticket e tagli al welfare addebitandoli al governo nazionale mentre sanno bene i pugliesi che è Vendola ad aver reintrodotto i ticket sulle ricette, ad aver aumentato l'Irpef e la imposta sul carburante, e a non aver tagliato l'Irap come pure aveva promesso, caricando sui contribuenti 340 milioni di tasse in più".

"In questo senso - aggiunge - non può non sottolinearsi con favore la circostanza per cui, mentre a Bari Vendola aumentava l'Irpef, Boccia otteneva a Roma il blocco degli aumenti regionali fino al 2013 durante il confronto parlamentare sul federalismo. Noi siamo disponibili a fare la nostra parte: mi auguro che siano maggioritari nel centrosinistra coloro che come Boccia mostrano di essere liberi dalla soggezione a Vendola e disponibili al dialogo".

Difende l’operato della Regione Puglia dall’attacco, interno al centrosinistra, di Francesco Boccia, il Presidente del Gruppo consiliare Sel, Michele Losappio. “L’onorevole Boccia disconosce la riduzione dei consiglieri e degli assessori, ma si ha l’impressione che un parlamentare di tanta esperienza e di così lungo corso non conosca l’ABC delle procedure e delle riforme statutarie e costituzionali.

Pretendeva forse di sciogliere il Consiglio ed estrarre a sorte i 10 esuberi? Forse è per questo, per la presunta mancata efficacia, che i parlamentari non riescono da decenni a tagliare il proprio organico fra i mea culpa e le proteste di tutti. Quanto alle indennità, cioè ai costi della politica e della democrazia, si possono accettare le osservazioni critiche dei pensionati e dei lavoratori, ma è davvero paradossale che ad ergersi a censore sia un parlamentare, per di più nominato e mai eletto dai cittadini”.

A sostenere la tesi di Losappio, dai banchi dell’Udc, il consigliere regionale, Peppino Longo: “Ai moralisti e agli ipercritici che pontificano sul fatto che il taglio dei consiglieri sarebbe dovuto essere più corposo, vorrei dunque sommessamente ma fermamente ribadire che la nostra Assemblea è stata sinora la prima e unica in Italia ad accorciarsi unilateralmente di ben il 16%, con relativo risparmio a partire dalla prossima legislatura di oltre 20 milioni di euro.

Chi si attarda a dire che avremmo potuto far di più e meglio, dimentica che il primo dovere di un eletto è di operare nell’ambito della concretezza e della fattibilità. Ma sta appunto in questo la differenza tra la saggezza dei moderati e la demagogia dei cosiddetti progressisti”.