Regione Puglia: la sanità accende il dibattito in consiglio. Palese: "Gestione dissennata"

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Il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha rivendicato il merito "di aver messo in campo azioni rivoluzionarie nei percorsi di selezione del management sanitario pugliese". “Quanto avviato in Puglia –secondo il governatore- non ha riscontro in nessun'altra regione: si tratta di un "esperimento 'straordinario' dal carattere innovativo nel quale la bussola che determinerà le scelte sarà orientata a considerare solo competenze, esperienze e capacità degli aspiranti manager".

Al Pd che aveva posto il tema della discontinuità con il passato, Vendola ha assicurato di aver recepito "assieme all'assessore Fiore, il significato politico più genuino del termine" e di considerarlo all'interno di un "lavoro gigantesco, difficile ed a volte doloroso" come e' il piano di rientro che la Regione sta mettendo in opera.

“Che il Presidente Vendola abbia accettato di illustrare al Consiglio Regionale il suo pensiero altamente filosofico sulle nomine in corso ai vertici delle Asl e delle Aziende Sanitarie pugliesi è sicuramente un primo risultato, ma non si può certo dire che abbia risposto alle nostre richieste di chiarimenti sulle lottizzazioni e sull’invasione sempre più pressante della politica nella gestione della sanità, denunciate nei giorni scorsi anche dalla sua maggioranza”.

Così il capogruppo del Pdl alla Regione Puglia, Rocco Palese dichiarandosi insoddisfatto dall’informativa resa oggi in Aula dal Presidente Vendola su richiesta dello stesso Palese e degli altri capigruppo dell’opposizione di centrodestra, Francesco Damone de La Puglia Prima di Tutto e Davide Bellomo de I Pugliesi.

“Come sempre – dice Palese – le parole di Vendola volano lontane mille miglia dalla realtà: egli parla di rivoluzioni, punto di rottura col passato, competenza, meritocrazia, formazione e selezione rigorosa per i vertici della sanità pugliese, mentre la realtà descritta dalla stampa, dal dimissionario Pansini, dal collega del Pd Dino Marino, dall’IDV, dai Sindacati e chi più ne ha più ne metta, racconta di lotte fratricide e spartizioni tra i partiti della sinistra, non solo delle poltrone dei Direttori Generali, ma addirittura di quelle dei Direttori Amministrativi e Sanitari, le cui nomine per Legge sono di esclusiva competenza del Direttore Generale.

A tutto questo il Presidente non ha risposto, se non con principi filosofici del tutto distanti dalla realtà che invece vede la politica farla da padrone in una gestione dissennata della sanità che produce debiti pagati dai cittadini pugliesi con 340 milioni di euro di tasse regionali all’anno. Per l’ennesima volta – conclude Palese – Vendola ha scambiato il Consiglio Regionale per un palco da comizio”.

Dalla sanità il dibattito nell’aula consiliare regionale ha affrontato la questione opere pubbliche: “Il Nord riceve fondi, il Sud sta a guardare. Il Nord grida ‘No TAV!’, il Sud attende: “Cantieri? Magari!” e la Puglia è disposta a sacrificarsi, accollandosi i finanziamenti distolti dalla Val di Susa”. È la considerazione del presidente del Consiglio regionale della Puglia Onofrio Introna, una provocazione che sottolinea la cronica mancanza di risorse per i collegamenti nel Mezzogiorno.

“La gestione aggressiva dell’ordine pubblico intorno ai cantieri piemontesi viene giustificata con l’esigenza di avviare i lavori dell’alta velocità ferroviaria per non perdere le risorse europee assegnate al progetto”, fa notare Introna, che insiste: “non c’è problema, il Meridione si offre come vittima sacrificale ed è pronto a subìre i fondi stornati dall’ennesima grande opera a servizio del Settentrione”.

“Il Sud è abituato ai sacrifici – conclude il presidente del Consiglio pugliese - e se i finanziamenti non potranno essere usati per la TAV italo-francese, sappia il Governo nazionale che le regioni meridionali sono disponibili a gestire l’onere di ingenti risorse per infrastrutture fondamentali che si sono perfino stancate di chiedere”. Ferrovie moderne (Lecce-Bari-Napoli-Roma), strade, autostrade: se al Nord sono un problema, al Sud restano un miraggio”.