Piano di rientro. Il terzo settore denuncia e scrive a governi nazionale e regionale

Hanno scritto al presidente Berlusconi, ai ministri Tremonti, Fazio e Fitto, al presidente della Regione Vendola e assessore regionale alla Sanità Fiore.

Hanno scritto per spiegare che di giorno in giorno diventa sempre più drammatica la situazione dei cittadini pugliesi che hanno bisogno di cure ed assistenza sanitaria. I drastici tagli di spesa pubblica, connessi con il piano di rientro in ambito sanitario, stanno infatti determinando sul territorio condizioni di grave difficoltà.

Sono le associazioni e cooperative pugliesi del terzo settore che non accettano che a pagare siano sempre i più deboli.

A firmare la lettera la Comunità Emmanuel, la Fondazione don Tonino Bello, l'Auser Puglia, il Gruppo di Volontariato Vincenziano Puglia, la Fidas Puglia, l'APIS (Agenzia Pugliese di Intervento e Studio sulle Dipendenze Patologiche), l'Agesci Lecce 3, l'Associazione Insieme per i Disabili, Associazione Luce e Sorrisi, C.A.Di.S. (Coordinamento Associazioni Disabili Salento), la Consulta Salute CSVS, l'Associazione C.u.a.m.j. (Centro Universo Autistici meridionale Jonico), l'Associazione Sfera e l'Associazione Tonga Soa.

Una lunga lettera appassionata che rivela la realtà e le difficoltà di tanti cittadini che chiedono aiuto alle organizzazioni di terzo settore lamentando l'impossibilità di sottoporsi a terapie, interventi, esami ed indagini indispensabili per la loro sopravvivenza.

In tanti sono costretti a rinviare, a causa delle liste d'attesa, anche di un anno una cura che potrebbe salvare loro la vita. In troppi si rivolgono a lle associazioni di volontariato angosciati perché non sanno se riusciranno a resistere.

"Per questo chiediamo -si legge nella lettera- che il necessario risanamento economico e finanziario della sanità pugliese non venga costruito sul sacrificio dei più deboli. Siamo preoccupati che la mancata approvazione del piano di rientro in tempi rapidi, possa comportare la perdita dello stanziamento di 500 milioni di euro a favore del servizio sanitario pugliese.

Una simile eventualità comporterebbe la condanna a morte per molti nostri concittadini, soprattutto per chi a stento è riuscito a sopravvivere fino ad oggi a condizioni di povertà e di sofferenza".

Per questo le associazioni e le cooperative del terzo settore invitano tutti, dal governo nazionale a quello regionale, a fare quanto necessario od utile per chiudere il più rapidamente l'accordo relativo al piano di rientro.

"Con questo appello non vi chiediamo di dimostrarvi dei grandi statisti capaci di risolvere magistralmente problemi difficili e complessi, ma -conclude la lettera- semplicemente delle persone dal cuore umano che sanno dedicare la dovuta attenzione ed il giusto rispetto per chi vive nel dolore e nell'indigenza".