Sarah Scazzi. Entro fine settimana il risultato della perizia medico-legale

Sarah Scazzi

Dovrebbe essere pronta per la fine di questa settimana la perizia medico-legale del professor Luigi Strada, il direttore dell'Istituto di Medicina legale dell'Università di Bari, sul corpo di Sarah Scazzi, la 15enne uccisa lo scorso 26 agosto ad Avetrana, in provincia di Taranto, incaricato dalla Procura della Repubblica del Tribunale della città jonica.

Secondo l'ipotesi formulata dopo il primo esame del cadavere ritrovato dopo essere rimasto per 42 giorni in una cisterna interrata delle campagne della cittadina, la vittima è stata strangolata. Comincerà invece nei prossimi giorni l'esame del Ris dei carabinieri sulle cinture ritrovate in casa Misseri, una delle quali è stata recuperata nell'auto di Michele Misseri.

Secondo l'ultima versione fornita dall'uomo, una delle cinture sequestrate potrebbe essere l'arma del delitto. Nel frattempo l'avvocato della famiglia Scazzi, Valter Biscotti, a proposito del fatto che domani il Tribunale del Riesame deciderà se tenere in carcere Sabrina Misseri, accusata dell'omicidio di Sarah Scazzi in concorso con il padre Michele, si esprime così:«Penso che l'ordinanza di misura cautelare è molto ben motivata e ben costruita. Mi sembra un provvedimento che può reggere davanti al riesame. Quindi Sabrina rimarrà in carcere». Biscotti giudica inoltre credibile che il movente dell'omicidio sia la gelosia di Sabrina nei confronti di Sarah.

«L'unico dato certo ad oggi è che Misseri è legato alla morte di Sarah. Io non mi accodo, come invece stanno facendo molti, all'idea del povero contadino che si sacrifica per la figlia ed altre cose di questo genere». Lo afferma su Affaritaliani.it il legale della famiglia Scazzi, Valter Biscotti, commentando la nuova versione sull'omicidio di Sarah fatta dallo zio, Michele Misseri, che dopo essersi autoaccusato dell'uccisione ha ora attribuito tutta la responsabilità a sua figlia Sabrina confermando solo di essersi occupato lui di nascondere il corpo.

«Aspetto la verità processuale - ha detto il legale - ma penso che un padre che veramente voleva aiutare la figlia, che ha un centro religioso alto, un padre dotato di un grande senso di umanità, cosi come viene scritto, si sarebbe comportato in maniera diversa. Poteva chiedere aiuto ai carabinieri, poteva andare da un avvocato. In quel modo avrebbe aiutato la sua famiglia...».

«E invece - ha aggiunto - ha scelto la cosa peggiore. Quella di prendere la bambina e buttarla in un fosso. E violentarla prima. Come lui dice. Prima che quindi inizino i processi di beatificazione voglio che siano accertate le verità in un processo e i responsabili devono pagare».

A proposito poi delle dichiarazioni della moglie di Misseri, Cosima, secondo cui l'uomo utilizza psicofarmaci, Biscotti non ha escluso che questo possa rientrare in una tattica volta a chiedere l'incapacità di intendere.

«Nulla di più facile - ha detto - perché in questo modo poi potrebbe sottrarsi alle sue responsabilità. Noi su questo punto saremo fermi. Per noi Misseri era ben consapevole e ben capace. Non crediamo che fosse incapace».