Marco Pedone. Ieri l'ultima telefonata a casa per tranquillizzare la famiglia

Marco Pedone aveva chiamato casa per l'ultima volta ieri sera. Aveva parlato con sua sorella maggiore, Anna Laura, che vive ancora in famiglia con i genitori ed era stato tranquillizzante. Marco aveva 23 anni, ed è la vittima più giovane dell’attentato di questa mattina, in Afghanistan.

Pedone, che aveva lasciato Patù il 12 agosto scorso per raggiungere il suo reggimento a Belluno prima di partire per la sua prima missione il 16 agosto, sarebbe dovuto rientrare in Italia nel febbraio del 2011.

Quando aveva avuto notizia della partenza era contento, raccontano i suoi amici che invece avevano subito manifestato preoccupazione per la destinazione afgana. Il Comune di Patù ha proclamato il lutto cittadino per il giorno dei funerali. Già da oggi, le bandiere di tutti gli edifici pubblici sono state messe a mezz'asta in segno di lutto.

Il presidente della Puglia, Nichi Vendola ha espresso «commozione e dolore per la tragica scomparsa. Ai famigliari e agli amici vanno le condoglianze mie e della Giunta regionale»

«Ho sempre nutrito amicizia, stima e apprezzamento per la famiglia Pedone - sottolinea il sindaco del piccolo paese del basso Salento, Angelo Galante - alla quale va la solidarietà mia e di tutta la comunità. Purtroppo spesso noi siamo chiamati a compiti così duri, per morti allucinanti, che viviamo in prima persona perché tutti abbiamo figli». «Mi sono sentito con il prefetto - aggiunge il primo cittadino - per coordinare tutte le iniziative per tributare l'estremo salito a Marco. È nostro dovere proclamare il lutto cittadino».