Tecnologia e boschi urbani. Dalla Regione Puglia oltre 30 milioni di euro

Avvicinare la campagna alla città, creando dei veri e propri boschi urbani in una regione, come la Puglia, con il più basso tasso di boscosità. Per recuperare le zone più degradate e dimenticate delle città pugliesi la Regione Puglia punta sugli alberi. A tal proposito, nel 2009 erano solo in tre i comuni a beneficiare delle risorse regionali.

Dopo Alliste, Botrugno e Maglie altri 31 comuni salentini nel 2010 hanno sottoscritto accordi con la Regione Puglia che mette ora a disposizione 24 milioni di euro dei fondi Fers con i Programmi integrati di riqualificazione delle periferie (Pirp). Importante è, a questo punto, informare soprattutto i sindaci e gli amministratori delle nuove opportunità di finanziamenti. Per questo presso il coordinamento provinciale del Pd a Lecce l’assessore regionale Angela Barbanente e la Vicepresidente della Regione Puglia Loredana Capone, con accanto il segretario provinciale del partito Salvatore Capone, hanno incontrato i primi cittadini, dirigenti e segretari di circolo.

In particolare durante l’incontro è stato illustrato il bando Primo imboschimento di superfici non agricole: le periferie, le zone urbane non utilizzate e le aree dismesse dall’attività estrattiva possono rinascere e diventare polmoni verdi, migliorando la qualità ambientale e paesaggistica delle città.

Ma i soldi arrivano anche per le piccole e medie imprese riunite in reti. Per loro dieci milioni di euro. Le Tecnologie dell’Informazione e Comunicazione (TIC) a servizio della competitività e dell’uscita dalla crisi, grazie ad nuovo bando regionale, il diciassettesimo della manovra anticrisi. Le piccole e medie imprese della Puglia potranno acquistare computer, software, licenze d’uso, servizi di consulenza specialistica, ad una condizione: fare gruppo e progettare insieme l’innovazione dei loro processi aziendali attraverso le TIC. Per realizzare l’obiettivo hanno a loro disposizione 10milioni di euro.

È questo il valore del bando regionale Aiuti alla diffusione delle Tecnologie dell’Informazione e Comunicazione nelle reti di PMI. Lo scopo è generare innovazione nella produzione, nella commercializzazione, nella distribuzione e persino nella formazione dei lavoratori, purché le imprese si riuniscano attraverso forme aggregative come i contratti di rete, le Associazioni Temporanee di Imprese (ATI), i consorzi e le società consortili.

Il raggruppamento è l’elemento chiave del nuovo bando e allo stesso tempo rappresenta la grande novità. Oggi, per questioni di budget, le imprese non hanno più risorse per investire in nuove tecnologie e dunque hanno bisogno di servizi in toto. Ma cosa faranno di concreto le imprese grazie all’incentivo? Potranno adottare soluzioni infotelematiche in cinque aree: produzione, logistica, marketing, organizzazione e risorse umane.

“È la risposta più valida a chi ci accusa di sprechi o di interventi a pioggia –ha dichiarato la vicepresidente Loredana Capone- di fronte ad un Governo nazionale che ormai a cadenza quasi quotidiana non manca di colpire la Puglia tagliando le risorse ai suoi cittadini, noi rispondiamo continuando a lavorare per il bene del territorio e delle imprese. Per questo dico orgogliosamente che in neanche due anni, abbiamo attivato ben 17 bandi e messo in campo risorse pubbliche per 770milioni di euro, premiando ricerca, innovazione, internazionalizzazione e competitività. Questa è la strada che intendiamo continuare a percorrere a dispetto di chi non fa altro che denigrare l’immagine della Puglia”.