Nucleare in Puglia. Io Sud e Udc sostengono la battaglia di Vendola

La Corte Costituzionale rigetta il ricorso delle Regioni sul nucleare, perché l'impugnativa delle stesse Regioni sarebbe prematura e scatta nuovamente in Puglia l’allarme. A lanciarlo è il presidente nazionale di Io Sud, Adriana Poli Bortone, che ha inviato una lettera al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, esortandolo «a non demordere e ad andare avanti con veemenza nell'impegno dell'ente contro l'energia nucleare».

Per Adriana Poli Bortone «bisogna mobilitarsi in tutti i modi per far mantenere veramente i patti e le promesse fatte in campagna elettorale dal centrodestra. Dal piccolo Palese –continua Adriana Poli Bortone- al presidente del Consiglio Berlusconi, il Pdl in campagna elettorale ha più volte ribadito ai cittadini pugliesi che nessun impianto nucleare si sarebbe mai fatto in Puglia». «Ora, dopo il pronunciamento della Corte Costituzionale sul nucleare - aggiunge - c'è da preoccuparsi e non poco, perché tutto è nelle mani del Governo».

Insomma Poli Bortone accanto a Nichi Vendola contro la minaccia nucleare. Pronti entrambi ad alzare barricate contro la volontà del governo Berlusconi. «Il mio no al nucleare non vale solo per la Regione che governo da cinque anni. – aveva dichiarato tempo fa il presidente Vendola- non vogliamo il nucleare, ma non solo in Puglia. Il punto dirimente è l’idea di futuro. Noi immaginiamo un futuro di energie rinnovabili, pulite, una vera e propria rivoluzione verde che inizia nel privato. Immaginiamo un futuro pulito, con una nuova economia, senza l’incubo di scorie da smaltire per migliaia di anni. Immaginiamo un futuro che qui in Puglia abbiamo già iniziato a costruire che è lo stesso futuro che immaginiamo per tutta l’Italia».

Dello stesso avviso il capogruppo dell'Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro: «Il nostro non è un no al nucleare, ma un no al nucleare in Puglia: questo territorio ha già dato tanto e pagato un prezzo molto alto nella produzione dell'energia elettrica e l'ulteriore installazione di una centrale nucleare sarebbe in contrasto con le politiche di sviluppo del territorio nel settore del turismo e della valorizzazione dei beni culturali ed ambientali. Togliere al territorio e alla sua popolazione la possibilità di decidere in autonomia sul proprio futuro – conclude Negro - appare in contraddizione con la linea federalista che questo governo persegue e su cui si sono spese fiumi di parole destinate a essere vanificate da fatti come questo che non ne consentono una piena e reale applicazione».