#ilconvittononsichiude: il grido di Axa Cultura

Ci sono decisioni, giri di boa, momenti che segnano una nuova direzione da intraprendere, che vanno ad intaccare concretamente la vita delle persone. Perché colpiscono senza misura i luoghi, le attività di una città e la quotidianità che sfuma in mille sfaccettature del vivere. Queste sfaccettature oggi si concentrano sui settori prioritari per tutti noi: arte, cultura, turismo e anche lavoro. Settori inglobati in una struttura, concreta, che è il Convitto Palmieri.

La struttura è, da diversi anni, in concessione ad Axa Cultura, aggiudicatrice dell’appalto dei servizi di valorizzazione degli immobili culturali dell’Ente Provincia ed occupa 30 lavoratori, che per le ristrettezze economiche manifestate dall'Ente Provincia non avranno più il loro lavoro, e il Convitto Palmieri con la sua Chiesa di San Francesco della Scarpa e la Biblioteca Provinciale Bernardini, chiuderanno i battenti.

Trenta lavoratori a casa, e luoghi chiusi. Luoghi che nel corso degli ultimi mesi sono stati vissuti da migliaia di giovani e visitatori sia nella Biblioteca Provinciale che nella Chiesa di San Francesco della Scarpa, e da turisti e salentini che hanno preso parte alle innumerevoli attività organizzate in tutta la struttura.

E allora questo è il momento giusto per tirare le somme proprio sulle attività e di fare il punto su quanto è stato fatto, non solo al Convitto Palmieri, ma anche nel Museo Sigismondo Castromediano, di cui sempre Axa Cultura è concessionaria.

In questi mesi, infatti, all'interno del Museo sono state realizzate numerose attività didattiche gratuite che hanno coinvolto molte classi delle scuole primarie salentine e che ancora oggi continuano ad essere richieste dagli istituti. Il museo è quindi divenuto un luogo dove, tra storia e arte si è inserito il gioco, quel tipo di gioco istruttivo e ludico che lascia nel cuore e nella mente dei piccoli studenti un ricordo, un seme buono della cultura, che oggi si vuole sopprimere.

Il Museo Sigismondo Castromediano ha ospitato gli appuntamenti di “Discovering Salento”, il ricco calendario di eventi culturali dedicati alla promozione turistica del territorio salentino volti a destagionalizzare il turismo stesso: “Echi caravaggeschi”, “GreenPainting", "Non solo con gli occhi” hanno consentito a tanti visitatori, salentini e non, di conoscere le bellezze artistiche storiche e culturali del Museo.

Il Convitto Palmieri è stato sede di numerose mostre organizzate sia nella Chiesa di San Francesco della Scarpa divenuta, in più occasioni, anche location perfetta per appuntamenti ed incontri culturali, sia nella Galleria della Biblioteca Bernardini, trasformatasi in luogo di cultura contemporanea dove diversi artisti hanno potuto esporre le proprie opere a titolo gratuito. Tutto è stato attivato nell’ottica della valorizzazione e della condivisione.
In questi mesi di concessione Axa cultura gli immobili hanno ottenuto una straordinaria visibilità grazie ad una campagna di promozione sia sui social network che a mezzo stampa.
Tutto questo dal 15 di Marzo non sarà più possibile.

In una città che fa della cultura un vanto, che è reduce da poco da una mancata attribuzione come Capitale Europea della Cultura 2019 ma che allo stesso tempo si fregia del titolo di Capitale italiana della Cultura 2015 succede questo. Succede che i giovani dovranno trovare un altro luogo per studiare, che le mostre, le attività e i momenti dedicati all’arte e alla cultura verranno organizzati altrove, e che un complesso, amato, amatissimo dalla cittadinanza avrà la sua porta, anzi le sue porte, sigillate.
E allora questo è l’hashtag che Axa cultura vuole lanciare e che invita a promulgare: #ilconvittononsichiude. Perché di fronte a delle decisioni così penalizzanti, la battaglia deve necessariamente essere di tutti.
Se chiude il convitto Palmieri a perdere, oltre ai 30 lavoratori, sarà la città di Lecce.