Salento, creativo e "immaginato": Marina Valensise, a Melpignano, presenta "Il sole sorge a Sud".

Chi ci è nato, chi lo vive, chi lo racconta a modo suo. Molti immaginari, da qualche tempo a questa parte, finiscono nello stesso posto: il Salento. Non a caso, il progetto multidisciplinare "Salento Creativo" (che ha il merito, tra le altre cose, di aver ospitato il poeta della Paesologia, Arminio, fresco di riconoscimenti per il suo "Terracarne", edito da Mondadori) ha battezzato la rassegna dedicata agli scrittori che raccontano la Terra dei Due Mari vista da altrove "Salento Immaginato".

Ad inaugurarne il cartellone di appuntamenti, sabato 14 luglio, (ore 20.30) in Piazza San Giorgio, a Melpignano, sarà Marina Valensise, storica penna de “Il Foglio” e neo direttrice dell’Istituto Italiano di Culture a Parigi.
La Valensise "scende" nella Grecìa Salentina per raccontare il suo libro, “Il sole sorge a Sud” (edito da Marsilio) insieme a Raffaele Gorgoni, Vincenzo Santoro, Sergio Blasi e Ivan Stomeo.
Nella stessa serata, inoltre, sarà proiettato per la prima volta il video-documentario "Attraverso la Notte della Taranta", un racconto corale del festival generato dal movimento musicale salentino. A firmarlo Paolo Mongiorgi e Luisa Barbieri.

Il libro è denso di ricordi estivi, vissuti dalla Valensise-bambina a Polistena. L'autrice sembra mettersi, pagina dopo pagina, alla ricerca dei principi e dei valori perduti, il codice nel quale è cresciuta, ora cancellato dall'arroganza che attanaglia il Sud. Un corollario di terre remote, al limite della loro iconografia, porta in superficie la postilla della geografia chiamata Italia, costituita da molti Sud, non ultimo il Salento, la parte più bizantina del Paese.

Il Salento secondo la Valensise trova spazio nelle pagine che raccontano anche Palermo, l’antica capitale del Regno di Sicilia, proseguendo verso Catania, la «Milano etnea», sino a perdersi fra le montagne e le pianure della Calabria, la regione «più autunnale d’Italia», visitare la Basilicata con la sua «vitalità postmoderna» e lappunto la Puglia, che «è il Nord del Sud», per poi concludere il periplo con due tappe in Campania e a Napoli, che «resta un mondo a parte».