Esecutivo regionale, quanti salentini?

Vendola sta lavorando alla nuova giunta. Quanti i salentini?

Esercizio antipatico ma doveroso per chi scrive, giochiamo al totonomine per quanto riguarda il nuovo esecutivo regionale. Partendo però da una premessa: Nichi Vendola, a differenza di cinque anni fa, gode di un margine di autonomia decisionale molto più ampio. L'investitura popolare che ha ricevuto nelle primarie e che gli è stata ribadita, amplificata, nelle urne - con oltre centomila voti in più della somma delle liste che lo sostenevano - lo mette in condizione di optare per delle soluzioni "forti" e distoniche rispetto ai classici bilanciamenti imposti dal manuale Cencelli ed agli equilibrismi che, almeno in parte, sono stati il limite del suo primo mandato da governatore.

Come si comporterà dunque nella composizione del governo regionale? Che collocazione troveranno i dirigenti salentini più suffragati?

Partiamo da Sergio Blasi: il segretario regionale del Pd è stato il quinto candidato più votato in assoluto, il terzo nel centrosinistra dopo i baresi Nicola Canonico e Mario Loizzo (assessore uscente ai Trasporti). Molti giornali parlano di lui come del possibile vice presidente o quantomeno come titolare di un assessorato "pesante".

Loredana Capone, seconda nella lista del Pd in provincia di Lecce e vice presidente uscente, potrebbe essere invece favorita dall'esplicità volontà di Vendola di portare quattro donne in giunta.

Dario Stefano, già assessore dopo il rimpasto di luglio, ha conseguito il miglior risultato regionale de la lista La Puglia per Vendola ed è legittimo considerarlo tra i "blindati".

Tutti gli interessati hanno dichiarato di rimettersi alle decisioni del riconfermato presidente che dovrà, comunque, tener conto anche del principio di rappresentanza territoriale in base ai risultati conseguiti dalla coalizione nelle sei circoscrizioni provinciali.In provincia di Lecce il centrosinistra ha ottenuto la percentuale più bassa (45,05%) e il Partito Democratico il dato più basso, il 18,9%, rispetto alle altre federazioni provinciali. In base a questo principio, tre salentini potrebbero essere troppi.