Immigrati, "schiavi" a Nardò. Adriana Poli Bortone: "Tempi rapidi per inchiesta su sfruttamento"

“E’ bene che si arrivi in tempi rapidi alla conclusione dell’inchiesta non solo per individuare i colpevoli ma anche per suggerire al legislatore interventi efficaci per il rispetto dei diritti umani”. Lo afferma Adriana Poli Bortone, presidente di Io Sud, in merito all’inchiesta aperta dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce sullo sfruttamento degli immigrati impegnati nella raccolta di angurie e pomodori nei campi del Salento.

“In Parlamento – aggiunge la senatrice - abbiamo trovato una comunione di intenti su un disegno di legge, presentato in Senato, che punta all’introduzione del reato del caporalato, un provvedimento che sarebbe molto utile alla Magistratura e alle Forze dell’ordine per svolgere al meglio, in questo settore, il loro delicato lavoro, dal momento che appare molto difficile dimostrare la riduzione in schiavitù di queste persone sfruttate”.

“Ma in tutto questo – conclude Adriana Poli Bortone - anche le e norme sull’immigrazione, per quanto possano sembrare severe, devono essere lette anche a tutela di questa povera gente che è costretta ad emigrare con sofferenza dal proprio Paese d’origine e tentare di trovare lavoro e fortuna altrove, la vicenda di Nardò è emblematica in questo senso. Quella del caporalato è una delle piaghe del Mezzogiorno che pensavamo di avere abbandonato ma che il fenomeno migratorio ha riproposto con crudeltà. Il riscatto del Mezzogiorno lo si esprimerà anche attraverso la cancellazione di questo tipo di fenomeni”.