I candidati sindaco 2011 a scuola di social network da SalentoWebTv

share or remove

Alla Mediateca delle Officine Cantelmo è stata registrata la prima puntata di “Share or remove”, nuovo format di SalentoWebTv che presenta i candidati alle amministrative 2011 sottoponendoli al giudizio degli utenti del web. Non solo Facebook, ma anche Twitter e YouTube sono presi in considerazione.

Gli ospiti della puntata di lancio erano i tre candidati sindaco di Ugento: Massimo Lecci (Ld), Giulio Lisi (Pdl, Udc, Idv) e Pasquale Molle (Pd, Ps). Registrato il bidone last-minute di Lisi, si è passati subito al vivo della questione.
Nello studiolo di registrazione della Mediateca delle Cantelmo ad attendere Lecci e Molle c’erano due modi opposti di fare web sulla scena salentina. Da una parte, Lara “the Voice” Napoli, le storiche ed istituzionali corde vocali di un’emittente indipendente che trasmette, dal 2007, solo sulla rete. Dall’altra, Federica de Benedetto, blogger d’assalto che si è fatta notare anche dalla stampa nazionale per le sue incursioni da agent provocateur nella cronaca politica – e non solo – salentina. Memorabile il suo racconto della notte magliese di Ruby Rubacuori.

Insomma: Lara introduceva gli ospiti con la giusta dose di candore super partes. E Federica, puntualmente, li spiazzava. Anche i due politici presenti erano un dittico mica male. Massimo Lecci è il prototipo basso-salentino del politico in giacca e cravatta: meticoloso, giuridicamente formato, un passato in Alleanza Nazionale, pesa le parole dette come se fossero scritte e rivede in movioloni serali i comizi dei suoi avversari. Pasquale Molle è un ingegnere che insegna nella scuola pubblica. Tutto ammirazione per le dotazioni tecniche delle Cantelmo e grandi sorrisi, appena ci si è trasferiti nello studio per il confronto ha combattuto senza esclusione di colpi. Come si confà a chi si confronta con un amministratore uscente di primo piano, come Lecci è, Molle era stracolmo di argomenti contro il suo rivale.

A partire dalla gestione della cultura (museo archeologico e collezione Colosso su tutti), Molle non ha smesso un attimo di lagnarsi della situazione in cui Ugento versa all’indomani dello scadere del mandato di Eugenio Ozza (di cui Lecci è stato il vice). Anche alzando la voce. Da par suo, Lecci ha approfittato della telecamera con una dedizione e una professionalità commoventi in un politico di provincia. Non c’era una dichiarazione importante che non fosse sottolineata da uno sguardo penetrante dritto nell’obbiettivo di Christian Manno, cameraman storico di salentoWebTv, coadiuvato dal fido collega Ianne e, per la prima volta, anche da un giovane fotografo di nome Cristiano Trombacca, che di Christian è il sosia su scala ridotta.

Dunque, c’è stato il massimo fair play anche quando si trattava di definire le ingerenze della malavita nel territorio (mai denominata come tale e sottintesa sempre, anche dal più diretto Molle, come “quel tipo di criminalità”). Anche i colpi inferti con più crudeltà dalla de Benedetto, che traeva spunto per le sue domande dalla comunità di Facebook che gliene proponeva in diretta, hanno avuto una pronta e piana risposta: “Ingegner Molle, è vero che Martino è stato “trombato” dalla lista del Pd perché lei ha inserito in lista Primiceri?” (Risposta: Questo é falsissimo perché non ho alcun potere di fare i disfare liste del Pd, anche a Ugento”).

O ancora: “Avvocato Lecci, nel disegnare i confini del Parco naturale di Ugento avete escluso la proprietà terriera di Biagio Marchese. É clientelismo?” (“Il parco é di competenza della regione. Ne risponderanno gli uffici competenti. Se fosse cosí sarebbe un’associazione a delinquere”. Intervento a gamba tesa di Molle: “Il Parco di Ugento é l’unico parco cosí a macchia di leopardo che conosco”)

L’unico tema che ha fatto spazientire perfino l’indecifrabile Lecci è stato la questione dello stemma cittadino. Molle lo vuole dotato dell’Ercole ugentino. Lecci accusa Molle di essere un sognatore, che non riesce a fare i conti con la realtà (sottoporre al Presidente della Repubblica lo stemma proposto). A sua volta Molle ribatte: “La storia non può fare i conti con la burocrazia”.

Tutto il dibattito, prima ancora di essere montato, è stato sottoposto al live tweeting del sottoscritto. Dunque, come preannunciato, sono stati tre i social network al centro della sfida: YouTube per il video finale; Facebook per le domande che ispiravano la crudeltà della de Benedetto e Twitter per la messa in onda in diretta delle dichiarazioni e per qualche provocazione.