Vendola: perchè il centrodestra tace sui tagli alle tv locali?

Tagli alle tv e radio locali: il commento di Vendola

“L’ennesimo pasticcio nell’informazione è compiuto e il governo Berlusconi dimostra una volta di più quanto abbia a cuore le sorti dell’informazione libera e non controllata”. Lo ha dichiarato il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, a proposito dell’approvazione del decreto Milleproroghe. “Il decreto prevede un taglio consistente ai contributi per le emittenti televisive e radiofoniche locali. Si tratta complessivamente di bruciare ulteriori 30 milioni di euro in un settore che ha già duramente pagato dazio per via della crisi e che ha visto andare in fumo il 30% dei fatturati pubblicitari nell’ultimo anno.

Questo colpo di accetta sull’editoria locale, oltre a mettere in discussione 5.000 posti di lavoro, è fortemente lesivo del principio del pluralismo informativo e della possibilità dei cittadini di decidere e formarsi un’opinione senza condizionamenti. D’altra parte, è ben nota l’allergia alla libera informazione di una parte politica che continua a preferire il pensiero unico e l’occupazione militare degli spazi di dibattito”.
“Di questo dovrebbe occuparsi il centrodestra pugliese”, continua Nichi Vendola, “piuttosto che alimentare artatamente polemiche sulla presunta violazione della legge sulla par condicio. Il centrodestra pugliese dovrebbe preoccuparsi proprio del sistema delle piccole e medie imprese dell’informazione locale, che con il Milleproroghe rischia di dover ridimensionare gli investimenti e rivedere al ribasso i piani di crescita”.
“Ma non gli conviene perché dovrebbero contraddire i loro capi su tutta la linea”, ha concluso il Presidente Vendola. “Non gli conviene, e preferisce occultare la verità agitando spettri che non esistono. E non gli conviene perché altrimenti dovrebbe riconoscere che la Regione Puglia in questi anni ha svolto un lavoro senza pari di sostegno all’editoria locale, che ha contribuito alla crescita equilibrata del comparto, agevolando e incoraggiando riforme strutturali con iniziative di eccellenza, come l’istituzione del Distretto della Comunicazione e dell’Editoria”.