Scoperta "sindrome di Galatina": importante riconoscimento della rivista internazionale Cardiovascular Ultrasound

La rivista internazionale "Cardiovascular Ultrasound" assegna un importante riconoscimento ad una scoperta realizzata dal dottor Marcello Costantini, primario cardiologo presso l'ospedale di Galatina. Si tratta di uno pseudo infarto riconosciuto come "sindrome di Galatina".

La scoperta del dottor Marcello Costantini, primario del reparto di cardiologia dell’Ospedale di Galatina, è frutto di un lavoro che dura da circa 14 anni (poco dopo il suo arrivo nel nosocomio salentino ha osservato i primi strani casi che hanno acceso la scintilla). I primi casi sono stati presentati in vari congressi cardiologici nazionali.

Nel 2005 compare il primo articolo sull’argomento, sulla rivista International Journal of Cardiology (è il primo articolo in assoluto che parla di questa malattia). L’articolo attuale, apparso sulla rivista internazionale “Cardiovascular Ultrasound”, “consacra” questa particolare patologia come una malattia a sé stante, con delle caratteristiche precise, definita “Sindrome di Galatina” proprio perché scoperta nel presidio ospedaliero della città di Galatina.
Ma vediamo in sintesi di cosa si tratta.

E’ una malattia acuta del miocardio (la parte “contrattile” del cuore) , una miocardite, che colpisce soggetti giovani (dai 17 ai 39 anni) , nella massima parte di sesso maschile (su 21 casi solo 1 femmina, e peraltro con un evidente irsutismo!) e simula dal punto di vista della presentazione clinica l’infarto miocardio acuto (tanto da indurre a grossolani errori terapeutici i medici che accettano in ospedale il giovane paziente, il quale rischia di essere sottoposto in modo inappropriato a trattamento trombolitico).

La malattia interviene sempre a seguito di una sindrome virale simil-influenzale febbrile (probabile una eziologia virale) e si manifesta con dolore toracico simile a quello dell’infarto. L’elettrocardiogramma, nella fase acuta, mostra alterazioni molto simili a quelle dell’infarto (anche se esistono delle sottili differenze, che permettono una diagnosi differenziale). Anche i dati di laboratorio sono alterati in modo simil-infartuale (sebbene una analisi attenta della curva dei marcatori di necrosi miocardica mostri delle sensibili differenze).

La prognosi, nei 21 casi ora pubblicati è sempre risultata ottima. I giovani pazienti sono tutti guariti. Ad un follow up piuttosto lungo (65 mesi di media) , due pazienti hanno avuto una recidiva della malattia che si è presentata nello stesso modo rispetto al primo episodio.
Tutti i pazienti sono stati sottoposti, nella fase acuta, ad esame coronarografico: normale in tutti.

In 5/11 casi è stata eseguita ricerca (su feci e saliva) di RNA-virus (enterovirus), risultata positiva in 4/5 casi. Molto interessante è il fatto che la malattia colpisca solo MASCHI GIOVANI: in attesa di studi ulteriori che chiariscano questo aspetto, esso può rappresentare la controparte clinica di alcuni studi sperimentali, in base ai quali è molto più facile indurre miocardite sperimentale nell’animale da laboratorio maschio e svezzato (ossia sessualmente maturo) piuttosto che nella femmina, (sembra che il testosterone faciliti l’espressione di antigeni di superficie virus-tropi da parte delle miocellule cardiache).

Secondo il dr. Marcello Costantini, primario Cardiologo dell’Ospedale di Galatina, il messaggio da dare a tutti i cardiologi e ai medici del 118 è quello di prestare maggioreattenzione quando si è in presenza di un giovane maschio con dolore al petto ed ST sopraslivellato all’ECG: potrebbe anche avere la “Sindrome di Galatina”.

“La malattia – secondo lo specialista - è probabilmente ubiquitaria, anche se appare singolare la particolare numerosità di casi giunti alla nostra osservazione: frutto di “occhio clinico” o di una particolare situazione epidemiologica? Anche questo è un aspetto da chiarire, mettendo in piedi un progetto per un “registro” che possa monitorare l’afferenza di casi simili in tutti i Centri Cardiologici d’Italia”.