Sicurezza sul lavoro nel salento: la "contro campagna" di Fillea Cgil e Inca

Sicurezza sul lavoro: al via una “contro campagna” di comunicazione di FILLEA CGIL e del Patronato INCA. Il lavoro in sicurezza va garantito anche in un momento in cui crisi occupazionale ed economica mette in discussione persino questo diritto.

Questi i dati da gennaio a novembre 2010: 145 morti nei cantieri in Italia, 10 in Puglia, 2 a Lecce. Secondo l’Inail le morti sono diminuite dell’1,4%: i decessi sono in realtà aumentati del 15,8% rispetto alle ore lavorate e dell’11,8 rispetto al numero di addetti.

Per questo parte nella provincia di Lecce una campagna di comunicazione del sindacato FILLEA CGIL Lecce e del patronato INCA sulla sicurezza nei cantieri.

Si tratta di una vera e propria “contro campagna” realizzata, a livello nazionale, per rispondere al messaggio, secondo il sindacato sbagliato, lanciato nello spot del governo nazionale che di fatto scarica tutta la responsabilità degli infortuni sul lavoratore.

“Sicurezza, la pretende chi si vuole bene”, dice lo spot della campagna istituzionale costata allo Stato 9 milioni di euro: “Magari!” aggiunge il Sindacato che spiega nei manifesti e nei volantini (dal 10 novembre affissi in tutta la provincia di Lecce e distribuiti davanti ai cantieri e alle fabbriche) che “la realtà è tutta un’altra cosa”, soprattutto “quando il datore di lavoro non rispetta le leggi e il governo lo permette riducendo regole e controlli”.

Il piano straordinario di ispezioni annunciato dal Governo in estate deve diventare ordinario: a Lecce, in sole 6 settimane, la Guardia di Finanza ha fato emergere dati allarmanti in edilizia: su 264 aziende, 178 sono risultate irregolari; su 577 lavoratori, 105 in nero e 105 irregolari. 206 le violazioni accertate in materia di sicurezza e salute.

"Il Governo vada a dire a tanti lavoratori edili licenziati e costretti ad aprire partita Iva per poter lavorare -denuncia Fillea Cgil- che la sicurezza la deve pretendere chi si vuole bene”.

Non è un caso se anche a Lecce, nonostante, il calo degli addetti cresce il numero delle imprese attive: 2.212 nel 2009 contro le 2.115 del 2008. Fenomeno che denota anche la forte frammentazione del settore che rende più difficoltosi i controlli e in cui si verificano più irregolarità.

Poco sarebbe stato fatto inoltre dal Governo per incentivare l’occupazione e per far prevalere le imprese sane e strutturate. La Fillea Cgil, insieme a tutto il sistema delle costruzioni, ha richiesto un intervento sul sistema delle gare al massimo ribasso, fenomeno che a Lecce è stato più volte denunciato, perché distorce il mercato e grava con i suoi effetti, non solo sulle imprese sane, ma anche sui lavoratori, a cui, in virtù del “risparmio”, vengono negati i diritti.

Nella provincia di Lecce, se consideriamo soltanto i finanziamenti pubblici (come quelli per l’edilizia scolastica o per la fogna bianca), ci sono oltre 28 milioni e mezzo di euro già stanziati, che non possono essere spesi a causa dei vincoli del patto di stabilità.

I dati Inail parlano di un calo consistente del numero di infortuni nel settore delle costruzioni. È anche vero però che minore è il tempo di persistenza del lavoratore sul cantiere, dovuto al calo di ore lavorate a causa della crisi. In provincia di Lecce, rispetto al 2008, si registra un -5,8% di ore lavorate nel 2009. Dato che continua ad aggravarsi nel corso del 2010. In Cassa edile si passa da 10.108 ore lavorate dichiarate nel 2008 alle 8.047 del 2009.

Nel 2009, secondo l’Inail, le morti nelle costruzioni sono diminuite in termini assoluti dell’1,4 per cento sull’anno precedente, ma se rapportiamo l’andamento infortunistico ai dati reali del settore, ovvero il numero di addetti e le ore lavorate, i decessi sono in realtà aumentati del 15,8 per cento rispetto alle ore lavorate e dell’11,8 rispetto al numero di addetti.

Secondo le statistiche della Fillea Cgil, questi sono i dati sugli infortuni mortali avvenuti da gennaio a novembre 2010: 145 i morti nei cantieri in Italia; 10 in Puglia; 2 a Lecce.

Tanto ancora deve essere fato per raggiungere una vera cultura della sicurezza sul lavoro, dove tutti i soggetti interessati, a partire dallo Stato, devono mettere in campo gli strumenti per garantire il diritto al lavoro in sicurezza. Dal 10 novembre partiranno i volantinaggi sui posti di lavoro in collaborazione con il Patronato INCA che svolge attività gratuita di informazione, consulenza, tutela dei diritti previdenziali, sociali, assistenziali per i lavoratori. Inoltre, verrà distribuito il vademecum dell’Inca Cgil dal titolo “Leggi bene per non farti male”.

Insieme all’INCA si terranno anche le assemblee con i lavoratori sulla riforma previdenziale che colpisce pesantemente i lavoratori edili. L’anzianità contributiva media di un lavoratore edile infatti è in genere 25-28 anni. È spesso difficile raggiungere il requisito della pensione di anzianità e l’importo della pensione risulta essere basso. Dal 1° gennaio 2011, la riforma della previdenza prevista dal Governo con l’ultima Legge Finanziaria restringe le finestre di uscita, costringendo i lavoratori ad attendere da 12 a 18 mesi prima di ricevere la pensione.

Diventa quanto mai importante per il lavoratore edile, prossimo all’età pensionabile, e per i giovani lavoratori, una scelta cosciente della destinazione del proprio TFR che garantisca un valido supporto alla tanto sperata e attesa pensione. Per metterli al corrente di queste novità e per conoscere le prestazioni e i contributi riservati ai lavoratori edili, il patronato INCA sta tenendo una serie di assemblee nella provincia di Lecce. Nel corso degli incontri sarà anche possibile verificare la propria posizione contributiva e la decorrenza della pensione.