Fitto alla Fiera del Levante: il Piano sud priorità per il governo Berlusconi

Infrastrutture ferroviarie, formazione dei giovani, università e ricerca, servizi pubblici locali, sicurezza, riforma degli incentivi agli investimenti, banca per il Mezzogiorno e formazione della pubblica amministrazione. Sono questi gli otto capitoli individuati dal governo Berlusconi nel piano per il Sud sui quali concentrare i fondi disponibili per il Mezzogiorno. Lo ha annunciato il ministro per i Rapporti con le regioni, Raffaele Fitto, oggi a Bari al posto del presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi.

Nel suo discorso all'inaugurazione della Fiera del Levante Fitto ha delineato i punti di intervento del piano che sarà presentato, ha detto, entro l'autunno. Il primo punto indicato è quello relativo «ai grandi assi ferroviari che devono riconnettere il Mezzogiorno secondo le direttrici Nord-Sud, Est-Ovest». Il ministro ha annunciato che le risorse saranno prioritariamente destinate alle realizzazione dell'alta capacità tra Puglia e Campania, alla velocizzazione della tratta Salerno-Reggio Calabria e al collegamento tra Palermo e Catania.

«Sono investimenti il cui costo - ha detto ancora - può trovare copertura nelle risorse di cui già disponiamo e per i quali le progettazioni sono state già avviate». «Con queste tre tratte e la realizzazione del ponte sullo stretto - ha detto ancora - il Sud potrà contare su un moderno sistema di collegamento verso il Nord Italia e centro e nord Europa». Fitto ha poi indicato come centrale il miglioramento della formazione dei giovani con il recupero del «ritardo del sistema scolastico meridionale. Ci sono poi i capitoli per il sostegno all'Università e Ricerca» per arginare la fuga dei cervelli e dell'efficienza dei servizi pubblici locali.

Fitto ha ricordato l'assassinio del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, e sottolineato la necessità di intervenire sul fronte della lotta alla criminalità che, ha detto «costituisce uno dei principali interventi di politica di sviluppo per il Mezzogiorno». «Il sesto capitolo - ha detto ancora - è quello relativo alla riforma degli incentivi all'investimento che vanno razionalizzati, semplificati e specializzati in funzione delle priorità. C'è poi un capitolo destinato al funzionamento del mercato del credito di cui il progetto della Banca del Mezzogiorno costituisce un tassello fondamentale».

«L'ultimo capitolo è quello della formazione della pubblica amministrazione perchè, ha detto, dalla qualità della pubblica amministrazione meridionale e dalla sua capacità di intraprendere il cambiamento necessario dipende in larga misura il successo di questa nuova strategia. «Per le 8 regioni del Mezzogiorno, a fronte dei 16 miliardi di fondi Fas stanziati nel precedente periodo di programmazione, pur sostanzialmente disponibili dal 2003, la spesa effettivamente realizzata è poco più di un terzo (38%)». Lo ha sottolineato poi il ministro che ha contestato le richieste delle Regioni del Sud che chiedono più fondi per il Mezzogiorno.

«Il 40% di queste risorse, 6.1 miliardi di euro, risulta impegnato - ha detto ancora Fitto - su progetti con uno stato di avanzamento variabile dallo 0 al 10% e sono non meno di 6 miliardi le risorse della programmazione precedente disponibili e nemmeno programmate». «La perdita di fondi comunitari quest'anno - ha detto ancora - è stata evitata solo grazie all'intervento della Commissione europea, che anche su richiesta del Governo ha concesso termini più ampi per la rendicontazione della spesa».

Per Fitto, quindi, di fronte a «questo stato di cose non è responsabile chiedere nuovi fondi. È necessario ripensare profondamente gli indirizzi con cui le risorse finanziarie sono state finora programmate e responsabilizzare i governi regionali e locali insieme alle amministrazioni centrali e introdurre vincoli che valgano quale sanzione di scelte programmatiche disinvolte o di persistenti inefficienze amministrative». «Sono gli stessi principi cui si ispira il federalismo fiscale - ha aggiunto - che vuole migliorare la qualità e l'efficienza della spesa ordinaria che, non dimentichiamolo, rappresenta pur sempre quasi il 95% della spesa pubblica nelle Regioni del Mezzogiorno.

«Sbaglia o è in mala fede quindi chi pone in contrasto federalismo fiscale e politiche per il Sud. Il Piano per il Sud, coordinato con l'Europa e coerente con i principi del federalismo fiscale, è lo strumento per ridurre il dualismo e dare una vera prospettiva di sviluppo al Mezzogiorno. Il federalismo fiscale - ha detto Fitto - è tutt'altro che una mera riforma di carattere tributario. È una riforma che non solo rende gli amministratori direttamente responsabili delle risorse dei cittadini ma per la prima volta lega, attraverso il meccanismo della perequazione, le Regioni a un reciproco patto di responsabilità».

Che questo avvenga nel 150esimo anniversario dell'Unità non mi pare cosa di poco conto. Le due riforme, quella federalista e quella delle politiche per il Sud si rafforzano a vicenda. L'una, infatti, è condizione facilitante dell'altra e ne accresce l'efficacia». Concludendo il suo discorso, Fitto ha rivolto un appello. «Abbandoniamo le armi della polemica politica, abbandoniamo le inutili contrapposizioni e divisioni che hanno storicamente costituito un elemento di debolezza del Mezzogiorno e prepariamoci ad affrontare con senso di responsabilità e sincero spirito di collaborazione una nuova stagione per cambiare il Sud», ha concluso il Ministro.