La storia di Renata Fonte e Porto Selvaggio diventa una serie tv

La storia di Renata Fonte diventerà una fiction, le riprese inizieranno il 16 gennaio nei luoghi per i quali pagò con la vita. Sarà dedicato all'assessora alla Cultura del Comune di Nardò assassinata il 31 marzo 1984, uno dei film per la tv della serie prodotta da Taodue dal titolo “Liberi sognatori. Le idee non si spezzano mai”, che sarà trasmessa in primavera sulle reti Mediaset. Le riprese saranno realizzate tra Nardò e Porto Selvaggio, il paradiso paesaggistico che salvò dalla speculazione edilizia.

Intensa la collaborazione tra la casa di produzione di Pietro Valsecchi e Passo Uno, società di produzione con sede a Maglie che curerà la scelta dei posti in cui si girerà la fiction, il casting delle comparse e dei coprotagonisti. Gli attori principali, invece, resteranno di competenza della Taodue. Non sarà Giulia Michelini a interpretare il ruolo di Renata Fonte, come avevano anticipato i responsabili di Taodue, e molto probabilmente, dalle notizie in nostro possesso, anche Isabella Ragonese, che pure ha letto la sceneggiatura, potrebbe dare forfait.
Da Nardò, dove non mancheranno ovviamente le sequenze girate tra gli interni di Palazzo Personè in piazza Cesare Battisti sino agli esterni della ex Pretura in piazza Salandra, a Porto Selvaggio, con qualche puntatina nel centro storico di Lecce e a Roma, ecco la mappa del set.

I casting per le comparse, le figurazioni, ma anche per gli attori coprotagonisti saranno dedicati agli attori professionisti presenti in Puglia.

Quattro le storie da raccontare in forma di serie tv, il fil rouge è il coraggio, la lotta alle ingiustizie. La serie tv sarà un omaggio a Libero Grassi, imprenditore siciliano assassinato a bruciapelo dalla mafia nell’agosto del 1991 dopo essersi rifiutato di pagare il pizzo a Cosa Nostra, Mario Francese, giornalista del “Giornale di Sicilia” barbaramente ucciso nel gennaio del 1979; Emanuela Loi, che a soli 24 anni perse la vita nell’attentato di via D’Amelio contro il giudice Borsellino e Renata Fonte, impegnata sino alla morte nella difesa del proprio territorio, un esempio virtuoso e intramontabile per l'Italia degli anni 70 e 90, nonché per l'Italia contemporanea che non può dimenticare i suoi figli più virtuosi.

Così prendono vita le quattro storie ispirate ad altrettante figure, forse poco conosciute alla grande platea dei telespettatori, persone che hanno pagato con il sacrificio massimo della vita la propria
resistenza a quella che Paolo Borsellino ha definito “il puzzo del compromesso morale” che è alla base di ogni agire mafioso.

La fiction è firmata da Pietro Valsecchi: “Il progetto si inserisce nel lungo curriculum di impegno
civile di Taodue, da sempre orientata alla divulgazione di storie esemplari, legate alla lotta contro le
mafie -spiega Valsecchi-. In oltre vent’anni di attività abbiamo raccontato figure eroiche della nostra
storia recente, come Giorgio Ambrosoli, Paolo Borsellino, Aldo Moro, i caduti di Nassiriya, Marco
Biagi, Massimo D’Antona e tanti altri. Con ‘Liberi sognatori’ vogliamo raccontare ai più giovani, i
nomi e le vicende delle donne e degli uomini che sono stati in prima linea contro la violenza e le ingiustizie”.