"Snapp", la favola di Vito Margiotta dal Salento con furore

Sembra una favola dell'era digitale, e un po' lo è. C'è "l'eroe di fiaba", un ragazzo che parte in cerca della sua strada. E c'è un'intuizione, un'epifania, l'idea che costituisce la strada che nessuno prima aveva percorso, semplicemente perché non c'era, qualcuno l'ha inventata, tracciandone l'accesso. Lui è Vito Margiotta, leccese, tre lauree, giovanissimo e già giramondo, un sorriso che è il suo biglietto da visita. Si è trasferito presto in Cina, dove ha fatto un master e creato un’azienda che gli ha permesso di essere notato dai recruiter di Google che lo hanno assunto ed inserito nel team di Google Enterprise e poi nella squadra di Google X. Quattro anni fa SalentoWeb.Tv ha collaborato con lui durante il primo TEDxLecce, percependone subito il grande talento che traspariva dall'entusiasmo di fare e condividere, dall'energia creativa che creava rete in modo vincente e con una semplicità umanissima e disarmante.
La via che ha indicato di recente e di cui parlano tutti i giornali è Snapp, ovvero una startup che nasce dalla Singularity University e che ha vinto la ”honorauble mention” al Global Entrepreneurship Summit di Nairobi in Kenia (al quale ha partecipato anche il presidente Obama) e che permette di creare app direttamente dal proprio smartphone.

Quella di Snapp è un'avventura che intreccia il percorso di Vito e quello di altri due geniacci: il cileno Gabriel Gurovich (startupper) e l’israeliano Assaf Kindler, programmatore che ha fondato una rete di sviluppatori israeliani e palestinesi con la sua software house.

Come nasce Snapp? Ci sono tanti builder, programmi e plugin web che permettono di creare app per smartphone direttamente dal pc senza particolari conoscenze informatiche. Quello che manca è uno strumento mobile to mobile, che permetta di potere costruire un’app direttamente dal cellulare. Snapp è lo strumento che mancava, in sostanza permette di creare un’app in pochissimi passaggi: dopo averla scaricata, si sceglie il layout e si inseriscono i testi, le fotografie, i canali social, feed, grazie ad un builder che permette di creare l’app e pubblicarla sugli store sia autonomamente che affidando la pubblicazione al team di Snapp dietro pagamento.

Adesso – racconta Vito Margiottainizia il bello. La sfida per noi non è la tecnologia, ma la distribuzione. Abbiamo visto che non ci sono problemi a pagare, ma come si fa conoscere la nostra app in tutta l’Africa? Lì è il vero challenge, oltre alla distribuzione del nuovo builder che farà creare l’app direttamente offline. Qui la connessione non è sempre stabile e dobbiamo snellire i processi. Poi ci racconteremo di quella storia di quando un italiano, un cileno e un israeliano decisero di fare business in Africa”.

Mica male, il ragazzo.