Rachele Andrioli: "Canto il Salento di oggi"

La banda suona nei vicoli di Salve, uno dei tanti paesi del Salento attraversati dai santi portati a spalla in processione, ma sulla portantina invece di una statua c'è Rachele Andrioli nei panni di una Madonna Addolorata che canta e piange una preghiera per gli ultimi. Lungo il vicolo c'è un fisarmonicista che aspetta il passaggio del corteo salutato da petali di cipolla e lacrime. Così si apre il videoclip di "Canzone arrabbiata", che sta già facendo il giro della Rete diffondendo le parole di Lina Wertmuller, una delle tracce del nuovo progetto discografico della cantante Rachele Andrioli e del fisarmonicista Rocco Nigro pronti per il concerto di domenica 12 luglio al Teatro Romano di Lecce quando presenteranno al pubblico l'atteso "Maldimè" dopo il successo di "Malìe".
Prodotto artisticamente da Gabriele Rampino ed Eraldo Martucci per Fonosfere, collana editoriale dell’etichetta salentina Dodicilune e promosso con il sostegno di Puglia Sounds Records, il disco è una dichiarazione d'intenti: un invito a riappropriarsi del vero senso della musica, intesa come esperienza di condivisione per una comunità.

In copertina ci sono una cipolla e un vecchio orologio da gilè, cosa dicono oggi questi due simboli di un Sud figlio di un piccolo mondo antico?

"Quando tagli la cipolla, piangi. Sembra quasi una pantomima, l'invenzione di un pianto, talmente il viso si piega allo scorrere di queste lacrime indotte dal semplice gesto di sbucciare una cipolla. Ed è appunto solo una reazione. Questo è il filo conduttore del nuovo progetto, io e Rocco Nigro avevamo in mente i conflitti, le paure e le speranze, non solo del nostro Salento, ma dell'Italia intera. Ci interessava dire cose attuali, la musica è lo specchio della realtà in cui viviamo e nella realtà odierna la paura è contagiosa, le notizie fasulle si rincorrono come voci infondate in un paesello, tutto è distorto e irrisolto."

In Maldimè (che arriva un anno dopo l’esordio Malìe), proponete una chiave differente per attualizzare in modo rispettoso la voce del popolo riscritta dai poeti del canto italiano e pugliese in particolare. Tredici brani nei quali si alternano validi ospiti tra i quali Maria Mazzotta, Ninfa Giannuzzi e Lidia Andrioli (voce), Renato Grilli (voce recitante), Redi Hasa (violoncello), Emanuele Coluccia (clarinetto, tromba, sassofoni), Andrea Doremi (susafono e trombone), Valerio Daniele (chitarra acustica), Maurizio Pellizzari (chitarra acustica) e Marco Bardoscia (contrabbasso). Ci saranno tutti domenica?

Sì, domenica sarà una festa e quasi tutti i musicisti che hanno partecipato al nostro nuovo progetto ci saranno. Inoltre, uno dei brani sarà anche accompagnato da una straordinaria danzatrice: Laura De Ronzo. Il progetto in sé ci è parso subito naturale, abbiamo scelto in tutta semplicità affidandoci ai codici di un'attualità che non si lascia ignorare. Nel videoclip di "Canzone arrabbiata" i rimandi sono moltemplici: abbiamo pensato al caso Xylella, ma anche all'emergenza umanitaria, la speranza negata a quanti cercano una possibilità di riscatto sulle nostre coste.

Tu e Rocco siete molto amici nella vita e il vostro percorso musicale è denso di esperienze che arricchiscono questo duo tanto amato dal pubblico. Quali brani avete scelto per esprimere questa tappa del vostro percorso discografico?

C'è tanto da ascoltare, tredici brani che racchiudono memoria: da Matteo Salvatore al primo e indimenticabile Domenico Modugno; dagli stornelli toscani di Caterina Bueno, che richiamano i primi anni del secolo scorso, alle ballate di una Sicilia “urlata” da Rosa Balistreri; poi gli omaggi a Gabriella Ferri e alla “tradizione” di Nino Rota ed Ennio Morricone.