Rassegna di Luminarie di Santa Domenica: dal 5 al 7 luglio a Scorrano

Rassegna di Luminarie di Santa Domenica: il 5 e il 6 luglio a Scorrano

La Festa patronale di Santa Domenica si svolge a Scorrano dal 5 al 7 luglio, che celebra la Santa patrona della città. In questi giorni di festa le migliori ditte di luminarie (tradizionalmente di Scorrano) si sfidano nella creazione di elaborate "parazioni" (in dialetto locale) ovvero nel costruire grandiose costruzioni in legno ricoperte da migliaia di lampadine.

Vengono realizzati enormi castelli, cattedrali, archi, gallerie e torri che raggiungono anche i 36 m d'altezza. Alle luci tradizionali si sono aggiunte le lampade a led, le microluci e i flash. Oltre alle spettacolari luminarie, un ruolo importante nella festa anche le gare pirotecniche.

Tradizionale è la lunga processione che si tiene dalle 9:00 di mattina del 6 luglio fino alle ore 13:00 in cui vengono attraversate tutte le strade della città con numerose batterie di fuochi pirotecnici che accompagnano la Santa fino all'"Arco di Santa Domenica" in cui, davanti alla follak si consegnano le chiavi della città di Scorrano alla Santa.

La storia: Santa Domenica nacque nel 287 a Tropea in Calabria, figlia di Doroteo ed Arsenia. Fin dall'infanzia visse in un ambiente profondamente cristiano e dove la vita quotidiana stessa era pregna della fede professata. Probabilmente la famiglia aveva una posizione agiata e di rilievo, se sembra che lo stesso imperatore si interessò alla questione che portò Doroteo, Arsenia e Domenica al giudizio. Questo potrebbe essere confermato anche dal fatto che ai genitori di Domenica venne risparmiata la vita, in cambio dell'esilio nella regione dell’Eufrate. Domenica, invece, fu sottoposta a numerose pressioni e angherie per indurla a rinnegare la sua fede cristiana. Non solo i vari tentativi risultarono vani, ma i prodigi operati dalla Santa portarono a conversione alcuni presenti. Condotta in Campania, fu processata e condannata al supplizio "ad leones", ma i leoni rimasero impassibili e divennero addirittura docili davanti alla santa, la pena fu così mutata nella decapitazione, che avvenne secondo lo storico Baronio il 6 luglio 303. Il culto della santa tropeana si diffuse nel sud Italia e in Oriente, perché i vescovi di Tropea, di rito greca, dipesero come giurisdizione ecclesiastica dal patriarcato di Costantinopoli. Le spoglie mortali della santa riposarono per molti anni a Vizzini, per essere poi traslati nella cattedrale di Tropea, città della quale è patrona.