"Ti lu pilu" diventa una lista: dal film di Albanese alle prossime elezioni

"Ti lu pilu" diventa una lista: dal film di Albanese alle prossime elezioni

Sembra una cosa impossibile, ma è realtà. Il verbo "coniato" da Antonio Albanese-Cettolaqualunque, “Chiù pilu pi tutti” diventa una lista civica.

La Pilu, acronimo di Persone Indipendenti Libere e Unite, conta già una schiera di candidati pronti per le prossime elezioni di primavera per il rinnovo del consiglio comunale di Oria, a Brindisi.

C’è anche il simbolo, un cespuglio verde e peloso ammantato di fascia tricolore e un gruppo facebook, che nel giro di tre giorni ha raggiunto quota 400 iscritti.

I numeri non sono quelli da capogiro registrati da Qualunquemente al botteghino, ma l’ideatore della lista civica oritana, il poliziotto 55enne in pensione Franco Arpa, noto per il blog che porta il suo cognome, può dirsi soddisfatto.

Succede a Oria, in provincia di Brindisi, dove Franco Arpa, poliziotto di 55 anni in pensione, ha tratto spunto dal film di cui Antonio Albanese è il protagonista, per rompere gli schemi e fondare la lista Ti lu Pilu (Persone indipendenti libere e unite).

«Mi è sembrata subito un’idea geniale – ha detto Arpa –. Era da tempo che con amici volevamo scendere in politica. Mi hanno raccontato del film e subito ho pensato che fosse questo il momento giusto per iniziare». Con il suo blog Arpa ha diffuso l’idea. E l’idea è parsa subito convincente. Al punto che sono già dieci le persone pronte a candidarsi per le elezioni comunali di Oria, che si svolgeranno in primavera.

C’è anche un gruppo su Facebook che in tre giorni conta già 500 iscritti. Un numero importante, che di sicuro aumenterà, sull’onda della curiosità. Eppure l’iniziativa di Arpa è opposta alle idee propugnate da Albanese nel film.

L’ironia è tutta nell’acronimo, ma al di là di esso le intenzioni sono serissime. «La realtà di Oria – spiega Arpa – come molte realtà del Sud, somiglia a quella tratteggiata in maniera geniale da Albanese».

“La realtà di Oria – spiega Arpa – come molte realtà del Sud, somiglia a quella tratteggiata in maniera geniale da Albanese. Si pensi soltanto alla recente campagna pubblicitaria del Comune per la differenziata. A chi l’ha affidata l’amministrazione? A una associazione presieduta a livello locale e provinciale dalla moglie di un consigliere comunale di maggioranza che è, a sua volta, presidente onorario dell’associazione stessa. Se non è nepotismo questo”.