SalentoWebTv domanda, il blogger di Obama risponde

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Un momento decisamente emozionante del nostro pomeriggio mediatico di ieri è stato quando, grazie alla tecnologia di Twitter e alla perfetta organizzazione dell'Ambasciata degli USA presso l'Italia, siamo riusciti a porre una domanda a Sam Graham-Felsen (chief blogger della campagna elettorale del Presidente Obama), e a ottenervi risposta in tempo reale.

Graham-Felsen è più di un guru per tutti noi appassionati e operatori di piattaforme socialmediali. E' uno che ha inventato un mestiere che non esisteva e lo ha reso uno dei modi di lavorare - restando se stessi, ascoltando le proprie passioni e senza rinunciare a un talento, come tante volte succede -

L'occasione di ieri era una conferenza dal titolo: "Is the Internet Changing Pepole's Engagement in Democracy?" ("Internet sta cambiando il coinvolgimento della gente nella democrazia?", un tema mica da poco), che si è svolta a partire dalle 17 di ieri a Villa Taverna a Roma. Con la moderazione di Beppe Severgnini, che non ha smesso di twittare un secondo, l'evento è stato seguito con anche da chiunque non potesse essere presente on location, attraverso una diretta web in streaming. Nel frattempo, un apposito hashtag Twitter - #intdem - permetteva a qualunque tweet lo includesse nel suo testo di apparire nella pagina della diretta. Molte delle domande più interessanti

La nostra domanda non era dalla semplice risposta. Riguardava i percorsi formativi del blogger che decidano di dedicare la propria vita professionale a questo aspetto della comunicazione online. I blogger professionisti: dai corporate blogger che lavorano indefessamente per curare l'immagine delle aziende più disparate (ancora poco diffusi da noi); ai blogger d'informazione, come in Italia, invece, ne abbondano, anche se non sempre hanno le idee chiare su come impiegare al meglio le proprie capacità e il proprio tempo. La nostra domanda riguardava la realtà nordamericana, proprio perché è ancora impossibile parlare di formazione accademica "ufficiale" da blogger per un italiano, e forse anche per un europeo. E, del resto, Graham-Felsen ne può sapere poco o niente dei percorsi alternativi all'italiana, magari fra Scienze della Comunicazione e Lettere e Filosofia.

La risposta di Graham-Felsen è stata stringata ma preziosa. Ed è stata proprio quella che ci aspettavamo da lui. Non ha citato nessun mega corso universitario di qualche super Univeristà dell'Ivy League. Ma ha spiegato che, in pratica, essere blogger e professionali non richiede alcun certificato ufficiale, nessun patentito. Solo professionalità e uno o più blog. Hai detto niente, caro Sam.