#StradeMaestre: "Abramo" in scena a Koreja

La storia di Abramo ci pone davanti a una bruciante domanda, si annoda alle voci degli attori del Kismet di Bari, ieri sera in scena ai Cantieri Teatrali Koreja nell'ambito della rassegna Strade Maestre. E' la domanda che indaga la natura insondabile di un dio ingiusto, ma soprattutto la natura insondabile del cuore umano, dei popoli che si sono armati, dei conflitti nati dentro ogni casa dove il paradiso è già pericolosamente vicino ad un inferno. Così lo spazio scenico è un dentro-fuori che apre parentesi, finestre, nicchie di luce abilmente calibrate e riammagliate di quadro in quadro. "Abramo", questo il titolo dello spettacolo, è la sua storia, il suo dilemma, insieme al figlio Isacco e la moglie Sara, trasposizione tratta dal testo del filosofo Ermanno Bencivenga nella magistrale riduzione di Teresa Ludovico.

"Ci sono storie antiche quanto il mondo, storie incise sulla pelle degli uomini, storie che si tramandano di generazione in generazione, di mare in mare, di terra in terra.
Ecco il nostro Abramo che possiede migliaia di pecore che brucano l'erba di una terra benedetta dal Signore.
Ecco i viandanti, venuti da molto lontano, che chiedono ad Abramo di sacrificare il giovane Isacco.
Il nostro Abramo impugnerà il coltello del sacrificio e alzerà il braccio...in nome del Signore, il suo Signore onnipotente, in nome della fede, la sua fede.
Il nostro Abramo é un riflesso dell'illustre antenato e il suo Signore é un fantasma dominato come lui dall'ira, dall'invidia, dalla vendetta e dalla paura, paura di cedere il bastone del comando, paura dell'altro, degli altri che cavalcano l'onda, le dune del deserto e si presentano alle porte per reclamare una primogenitura o un pezzo di terra.
Allora bisogna difendersi e non abbassare mai la guardia.
Il nostro Abramo é una maschera delirante, grottesca che trasforma, con la sua scelta ottusa, la sua casa in un cumulo di macerie.
Di secoli in secoli...ecco il nostro tempo."

Il conflitto di Abramo è consegnato al pubblico senza risposte, senza soluzioni, ferite aperte che generano analisi e riflessioni purtroppo attuali, approfondite dopo lo spettacolo nel consueto incontro nel foyer del teatro.

"In Abramo si esprime un conflitto fra due concezioni della fede; ed è un conflitto che non si vuole risolvere, poiché lo spettatore deve risolverlo per conto suo. Il tema, o meglio, i temi proposti sono emblema di un’analisi irrisolta fra voci diverse; concezioni, idee e ideali accesi da profonde, intense e, talvolta, estreme emozioni. Il teatro s'impone come luogo naturale per inscenare un simile confronto, in cui i personaggi sono coinvolti sull'intero spettro della loro umanità."