Ai Koreja batte il "Cuore di Persia"

L'abbraccio impossibile tra una madre e una figlia dopo un naufragio è la cifra zero che slarga il cuore dello spettatore e lo porta a vibrare all'unisono con il Cuore di Persia, ovvero con il progetto tutto al femminile dedicato alla ricerca sull'Iran Contemporaneo che prende la parola e va in scena ai Cantieri Teatrali Koreja.

Ieri sera, per Strade Maestre 2016-2017, la stagione teatrale promossa da Koreja, in scena lo spettacolo "Madri padri e figli" del Moj Teather, realizzato in collaborazione con Teatri di Vita (Bologna).

Millenni di storia si stagliano sullo sfondo di una realtà amara fatta di frames, vite umane al bivio, deragliamenti e nodi ideologici. Fratture che sono legami umani, struggenti nella loro impossibilità di riparare ciò che sfugge ad ogni volontà o possibilità di riscatto e cambiamento.

Quando le luci si spengono a teatro, la scena mette in evidenza un fagotto, un mucchio di stracci, una madre disperata che dialoga con il fantasma della propria figlia perduta in quel mare ossario, quel mare che è tutto l'amore ed il dolore di essere in cerca di salvezza o di essere sopravvissuti ma soli al mondo.

Stasera, sabato 19 novembre ore 20.45 il Moj Theater (Iran) sarà in scena con "La signora": dedicato a un tema attualissimo sia in Iran che in occidente lo spettacolo racconta la storia di una donna che si guadagna da vivere affittando il proprio utero alle famiglie che non possono avere dei figli. Le leggi del Corano vietano rapporti al di fuori del matrimonio, ed essendo lei una donna rispettosa della religione, utilizza il matrimonio temporaneo per sposare i mariti delle donne sterili per un breve periodo, e poter quindi concepire con loro dei figli.

A partire dalle ore 18.30, il foyer del teatro ospita "All about me, nicknamed crown giver", la mostra video-fotografica di Tahmineh Monzavi. Da sempre impegnata nella rappresentazione della condizione femminile, Monzavi affronta la centralità della donna, anzi la sua assolutezza, trasformando la figura femminile in figura regale, all’interno di ambienti in rovina.