La storia di Don Milani ai Koreja per #StradeMaestre

Il pubblico esce dal teatro con gli occhi ancora pieni di quell'unico attore in scena, quella sedia e quel rosario di legno che si stagliano sul fondale nero e costituiscono l'unico elemento scenografico, insieme all'architettura sapiente di luci, della prima nazionale "Cammelli a Barbiana", il secondo spettacolo proposto da "Strade Maestre 2016/2017", nonché l'apertura ufficiale (dopo "H+G" per il Teatro in tasca) della Stagione di Prosa dei Cantieri Teatrali Koreja, la storia di don Lorenzo Milani e della sua scuola rivoluzionaria tra i boschi, senza banchi, né promossi o bocciati.

A dare voce al racconto ispirato alla più militante delle esprienze pedagogiche novecentesche, la scrittura di Luigi D'Elia (unico interprete) e Francesco Niccolini, con la regia di Fabrizio Saccomanno.

Lettere, frames di dialoghi, molte età, molte giornate piene di mani all'opera, dentro una canonica da ricostruire ed una scuola da essere più che da fare, parole, parole di fuoco che soffiano sulle braci di tutto quello che il pubblico crede già di sapere riguardo questa storia. Un pubblico istruito, che ha seguito il percorso dettato da una scuola fatta di regole prudenti e buonismo molesto, pensata come una gara e sovraffollata di retorica; un pubblico che forse ha sognato una scuola come quella di Barbiana, un maestro e uno scrittore, un padre, come don Milani. Un prete innamorato di tutti i suoi poveri allievi, capace di scioperare, disobbedire, portare la parola ben al di sopra della letterarietà della vita.

Luigi D'Elia, come l'acqua che raggiunge il suo livello, scompone e ricompone la dimensione dell'uomo solo e mai solitario, del figlio che dialoga per iscritto con la madre lontana mentre il tempo passa e chi dovrebbe supportarlo finisce col giudicarlo e condannarlo, del sovversivo che ha radici nell'Uomo, dello scrittore che non perde nemmeno per un istante la sua capacità di visione, la sua fede nella potenza delle parole e della scrittura collettiva. Il pubblico è seduto, rispetta il silenzio, ma ogni gesto in scena lo smuove, lo sollecita, rilascia l'innesco di un turbamento salvifico che spinge come una piena contro la diga delle mani e diventa un applauso caldissimo sul finale. "E poi è solo vento..."

Il maestro deve essere profeta, sì. Anche il teatro. Don Milani questo lo aveva capito e messo in pratica, così come è stato sottolineato durante l'incontro nel foyer. "Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali," ha anticipato, infatti, lo spettacolo, con la partecipazione di Sandra Gesualdi, Fondazione don Lorenzo Milani, Gioacchino Salento, organizzatore politico e culturale, Giovanni Casarano, Dirigente Istituto Tecnico-Professionale “Egidio Lanoce” - Maglie, Luigi d’Elia, attore e coautore dello spettacolo Cammelli a Barbiana.

Il dibattito ha consentito a tutti i partecipanti di approfondire, riconnettere la memoria, ritrovare le ragioni profonde delle scelte scomode, dello slancio che tutto muove e delle frasi poi divenute motti del movimento studentesco nel '68: "E allora il mastro deve essere per quanto può, profeta, scrutare i “segni dei tempi”, indovinare negli occhi dei ragazzi le cose belle che essi vedranno chiare domani e che noi vediamo solo in confuso."

Di questi maestri, di queste storie, di questi "Cammelli a Barbiana", abbiamo un impietoso bisogno. Come pubblico e come esseri umani, abitanti di una terra senza bandiere, cittadini che non devono mai perdere il "Furore" indicato da Steinbeck ed altre illuminate anime grandi. Non a caso, la regia di Saccomanno si sbarazza di ogni possibile orpello e snuda la parola alla stregua della mano che sfila la pietra dal terreno e gira la zolla per generare qualcosa di nuovo.

Il prossimo appuntamento con "Strade Maestre" è in programma il 17 novembre alle ore 20.45, sarà ospite della sezione Musica Serena Spedicato Trio, "Le voci di Genova"; per la sezione Teatro, invece, venerdì 18 novembre sarà la volta dell'atteso spettacolo "Madri padri figli" con la Compagnia Moj Theater (Iran), progetto Cuore di Persia, in collaborazione con Teatri di Vita (Bologna). E' possibile prenotarsi telefonando al numero0832.242000 / 240752, tutte le info: www.teatrokoreja.it