La recensione: La nostra Vita

Elio Germano, con Javier Bardem, miglio attore a Cannes

Claudio (Elio Germano) è un marito e un padre felice: sua moglie Elena (Isabella Ragonese) sta per dare alla luce il loro terzo figlio. Ma le cose non vanno come previsto. La donna muore di parto lasciando il marito nella disperazione più totale. Claudio deve affrontare la grigia vita di ogni giorno, un lavoro sfiancante, la difficoltà di allevare i suoi tre figli senza l’amore e l’aiuto della loro mamma. Precipita in un baratro che lo fa diventare un uomo senza scrupoli, arido, interessato solo al denaro per un suo tornaconto personale e per dare ai suoi bambini quello che non hanno mai avuto.

Il ricordo di Elena lo tormenta: il suo grande amore non c’è più e la sua vita non sembra continuare come recita la canzone di Vasco Rossi che la moglie amava tanto.
Daniele Luchetti dopo il successo di “Mio fratello è figlio unico” torna per raccontarci stavolta una storia attuale, ricostruendo una realtà che tutti conosciamo qui in Italia, fatta di bustarelle, lavoro nero e morti bianche. E’ un personaggio negativo stavolta quello interpretato da Elio Germano che ci regala un’interpretazione intensa e ricca di sfumature: commovente e straziante quando al funerale di Elena canta, sconvolto dal dolore, la loro canzone preferita; gelido e calcolatore quando tenta di soffocare l’angoscia nel denaro guadagnato illegalmente; tenero ma a tratti penoso quando crede di poter restituire la serenità ai suoi bambini con dei regali costosi. Tutto questo qualche giorno fa gli è valso la palma d’oro a Cannes come miglior attore ex aequo con Javier Bardem. Non succedeva da tempi di Gassmann, Volontè e Mastroianni che un attore italiano vincesse un premio così prestigioso. Elio Germano, orgoglio nazionale, ha dedicato la vittoria all’Italia e agli italiani: l’ennesima prova che il nostro Cinema non scredita il nostro Paese come la classe dirigente ha insinuato.

LA NOSTRA VITA
Regia: Daniele Luchetti. Cast: Elio Germano, Isabella Ragonese, Luca Zingaretti, Raoul Bova, Giorgio Colangeli.

Caterina Sabato