Chirurgia toracita al Fazzi di Lecce: eccellenza della sanità pugliese

Ospedale Vito Fazzi di Lecce

Nel salento 84 nuovi casi ogni 100.000 abitanti contro 82 del Nord; nella popolazione femminile è più bassa rispetto alla media nazionale, 11 contro 20, ma si ha la netta sensazione che sta decisamente aumentando. Dopo la mammella (97/100.000) la neoplasia polmonare è il tumore più frequente; più frequente del tumore prostatico 61/100.000 e del colon retto (M+F 47/100.0000) ed è il tumore che provoca maggiore mortalità (32% contro 10.8 % della prostata ed il19.7% mammella). Sono questi i dati a Lecce e nel Salento.

I risultati raggiunti dal reparto di chirurgia toracica dell’Ospedale V. Fazzi di Lecce sono stati presentati presso la Direzione Generale della ASL Lecce. Alla conferenza stampa hanno preso parte il Direttore generale, Guido Scoditti, il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, il prof. Gaetano Di Rienzo, Primario dell’Unità Operativa di Chirurgia Toracica.

Il reparto, diretto dal 2004 dal Professor Gaetano Di Rienzo, esegue, mediamente, 450 interventi l’anno. Gran parte del lavoro è rappresentato dal trattamento chirurgico dei tumori del polmone, dal trattamento dei traumi, dalle patologie della pleura.

Sono stati eseguiti interventi di alto livello chirurgico, quali interventi sulla trachea, sulla zona di suddivisione della trachea nei due bronchi principali, interventi su un’area critica per le difficoltà chirurgiche quale il distretto cervico-mediastinico.

Questi interventi sono stati oggetto di presentazioni a Convegni nazionali ed internazionali in questi ultimi anni, oltre a pubblicazioni su riviste internazionali. L’ultimissimo contributo è stato pubblicato sul numero di ottobre di Interactive Cardiovascular and Thoracic Surgery. Ed a confermare l’alto livello professionale raggiunto dal Reparto dell’Ospedale di Lecce, il 6 e 7 dicembre prossimi il Castello Carlo V ospiterà il 7° corso nazionale multidisciplinare di patologia toracica la cui presidenza è stata affidata al prof. Di Rienzo.

Ormai, dopo anni di studio sugli screening con TAC nella popolazione a rischio (fumatori di 20 sigarette al giorno per 20 anni), si sta finalmente giungendo alla conclusione dell’importanza di uno screening con TAC spirale in questa popolazione (v. studio riportato da Veronesi recentissimamente: la diagnosi precoce con TAC spirale ha portato ad diagnosi precoce con riduzione del tasso di mortalità del 20%). .