Questione sanità: Vendola chiede un incontro a Berlusconi

Nichi Vendola e Silvio Berlusconi

Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, chiede un «faccia a faccia» con Silvio Berlusconi per sbloccare il Piano di rientro dal deficit sanità della Puglia, mettendo così fine, in assenza della firma del governo, al rischio che la Regione perda 500 milioni di euro aggiuntivi attesi dal riparto del fondo nazionale.

È questo l'ulteriore tentativo deciso da Vendola perchè «il sospetto è che la partita in gioco non abbia nulla a che vedere con il Piano di rientro, ma che riguardi i rapporti tra la Puglia e il governo», ha riferito l'assessore alla Sanità, Tommaso Fiore, delegato dal governatore a parlare con i giornalisti, a conclusione di un incontro dei capigruppo, segretari di maggioranza e giunta regionale.

Senza la firma del governo (un atto che deve avvenire entro il 15 dicembre da parte dei ministri Tremonti, Fazio e Fitto) la Puglia rischia il commissariamento che significherebbe un aumento automatico delle imposte. «C'è - afferma Fiore - una mancanza di chiarezza da parte dei ministri». «Dobbiamo combattere - ha detto Fiore - per ottenere questa firma, non stiamo lavorando per far saltare il tavolo, ma abbiamo un giocatore che non gioca in modo trasparente ma gioca con colpi da baro».

«Occorre da parte del governo - ha aggiunto - una posizione di chiarezza che non è un optional, è un atto dovuto dal punto di vista costituzionale, perchè il governo ha l'obbligo istituzionale di dialogare con le Regioni». I partiti della maggioranza di centrosinistra alla Regione si sono impegnati ad attivare, tramite i propri rappresentanti nazionali, tutti gli atti affinchè ci sia «una posizione di chiarezza da parte del governo» che deve ancora firmare il Piano, malgrado la giunta abbia assecondato alcune delle compreso quello di modificare le procedure di nomina dei direttori generali delle aziende ospedaliere.

Ma il governo chiede soprattutto che la Regione Puglia blocchi il piano di 'internalizzazionì, il passaggio alle dipendenze delle Asl dei dipendenti delle aziende alle quali attualmente sono affidati alcuni dei servizi sanitari e sopedalieri (alcune migliaia di persone). L'internalizzazione è sospesa solo dal 6 agosto scorso, ma restano attive le procedure già deliberate dalle Asl per le assunzioni di 800 persone.

Lo stesso governo chiede invece alla giunta pugliese di fare un passo indietro anche sulle internalizzazioni già avviate. Il vertice di oggi - presieduto da Vendola - segue la lettera scritta qualche giorno fa a Berlusconi dallo stesso governatore della Puglia: «il premier l'ha letta ma non ha ancora fatto pervenire alcuna risposta», ha riferito ai giornalisti Fiore. Una lettera dello stesso tenore è stata inviata a Berlusconi ieri anche dal presidente del Consiglio regionale pugliese, Onofrio Introna.