Caso Sara Scazzi: perquisito il garage di Misseri, in procura la cugina Sabrina?

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Nuovi colpi di scesa sull'uccisione di Sara Scazzi.

Gli inquirenti hanno prelevato una persona dall'abitazione di Michele Misseri, che ha confessato l'uccisione di Sara Scazzi.

Secondo quanto appreso si tratterebbe della figlia dell'uomo, Sabrina, e cugina di Sara Scazzi. La ragazza sarebbe stata fatta uscire incappucciata per evitare telecamere e giornalisti e dovrebbe essere interrogata dagli inquirenti.

Gli inquirenti, insieme al "presunto" omicida Michele Misseri, si sono spostati nel podere dove si trova il pozzo nel quale è stato nascosto il cadavere di Sara Scazzi.

Con l'esperimento giudiziale gli inquirenti starebbero dunque ricostruendo non solo le fasi del delitto nel garage di casa Misseri, ma anche quelle successive durante le quali, secondo la sua confessione, il contadino avrebbe violentato il cadavere della nipote, nascondendo il corpo e poi bruciando gli effetti personali della vittima in un terreno poco distante.

Questa mattina lo zio di Sarah è stato prelevato dalla sua cella nel carcere di Taranto. Misseri è accompagnato dal legale e dagli agenti della polizia penitenziaria.

Vista la presenza sul posto di Misseri e del suo legale, l'avvocato Daniele Galoppa, è possibile che gli inquirenti stiano compiendo quello che tecnicamente si chiama "esperimento giudiziale", ovvero la simulazione delle fasi del delitto con l'ausilio dello stesso omicida.

Non è escluso che si vogliano comparare i contenuti delle intercettazioni ambientali raccolte nel corso delle indagini con quanto dichiarato dallo zio omicida, Michele Misseri, nella sua confessione e dai suoi familiari.

Sino a questa mattina il garage nel quale, secondo la confessione di Misseri, Sarah è stata uccisa, non era ancora stato posto sotto sequestro.

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