Caso Sara Scazzi: lo zio ritrova il suo cellulare

Nuovi risvolti nel misterioso caso di Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrana scomparsa dal 26 agosto scorso. È stato lo zio di Sara, papà di Sabrina, la cugina con la quale la 15enne sarebbe dovuta andare al mare, a trovare il cellulare parzialmente bruciato della ragazza.

A quanto pare il telefonino non è stato bruciato da chi lo ha abbandonato ma è stato recuperato semibruciacchiato perchè era tra le stoppie che il contadino aveva radunato e cominciato a bruciare.

Dopo aver appiccato le fiamme, l'uomo si è accorto della presenza del telefonino e ha avvisato i carabinieri. Nella zona sono in corso ricerche a vasto raggio da parte dei carabinieri e delle varie forze impegnate da settimane.

L'uomo, che non è stato ancora ascoltato dagli investigatori, stava ripulendo dalle erbacce un podere per conto di alcuni conoscenti. Gli investigatori stanno cercando di verificare se il cellulare sia stato abbandonato subito dopo l'allontanamento o il rapimento della minorenne o in un momento successivo alla scomparsa.

È stata smentita intanto la notizia che si era diffusa in mattinata sul ritrovamento di altri effetti personali di Sara. I carabinieri stanno rastrellando la zona, in agro di Porto Cesareo (Lecce), e controllando i casolari abbandonati che si trovano nella zona.

Sara uscita di casa, in vico II Verdi, era attesa dalla cugina per andare a passare un pomeriggio al mare. Ma la 15enne non è mai arrivata all’abitazione della parente. Il suo era un percorso che richiedeva poco più di 10 minuti. Le sue tracce si perdono in via Deledda.