Tar Puglia, posti riservati a categorie protette

Tar Puglia, posti riservati a categorie protette

Lecce- Le quote di posti nei concorsi per i soggetti inseriti nelle categorie "protette" devono essere applicate anche se non sono previste dal bando.

Lo ha stabilito la sezione di Lecce del Tar della Puglia aggiungendo che il principio si applica anche alle sole selezioni per titoli.

I giudici hanno, quindi, accolto il ricorso presentato nel 1998 da una candidata, orfana di un caduto sul lavoro, che si era vista negare dal provveditore agli studi di Lecce il riconoscimento del beneficio della riserva del posto nella graduatoria del concorso per l'insegnamento del francese alle scuole superiori.

La corte ha motivato l’accoglimento disponendo che "la riserva di posti a determinate categorie c.d. “deboli”, prevista ai sensi della legge n. 482/68, allo scopo di favorirne e tutelarne il concreto collocamento al lavoro, in considerazione di menomazioni fisiche contratte in particolari circostanze (invalidi di guerra, civili, per servizio o per lavoro, privi della vista e sordomuti, ovvero gli orfani o le vedove di deceduti per fatti o infermità di analogo genere), nell’evidente presupposto che costoro abbiano particolari difficoltà nel reperire una occupazione, anche in adesione a tradizionali e consolidati principi di solidarietà umana e sociale opera anche se il bando di concorso non l’ha prevista e si applica necessariamente anche alle selezioni per soli titoli, comunque preordinate all’assunzione".