Lettera di Antonio Lia sull'energia pulita

Carlo Rubbia

"In Puglia si assiste allo scempio della proliferazione selvaggia di impianti fotovoltaici e di foreste di pale eoliche a danno dell’ambiente, del turismo e del territorio" - lo denuncia in una lettera Antonio Lia, presidente del Gal Capo di Leuca, nella quale indica i presidenti della Regione Raffaele Fitto e Nichi Vendola tra i responsabili.

“Eravamo alla metà del mese di giugno del 2003, quando ancora in Puglia, esclusa qualche zona del foggiano le pale eoliche o il fotovoltaico erano degli illustri sconosciuti. Nel 1999 l’Amministrazione Comunale di Specchia propose al Ministero dell’Ambiente in base al trattato di Kyoto per la produzione di energia alternativa, un progetto integrato sperimentale: solare termico, fotovoltaico, eolico, che venne poi finanziato con un contributo in conto capitale di tre miliardi di lire. Venne realizzato un campo fotovoltaico di circa 150 mq, i tetti solari per l’acqua calda sulle terrazze di Cardigliano e si costruì una pala eolica di cinquanta metri di altezza per una produzione prevista di 650 kilowat. Quel progetto integrato di proprietà del Comune frutta alle casse comunali circa 200.000 euro – racconta Lia -. La cosa interessò l’Enea ed il Professore Carlo Rubbia venne a Specchia per vedere di persona quanto era stato realizzato. Fu soddisfatto e propose all’Amministrazione comunale di realizzare a Specchia un impianto fotovoltaico termico ad alta combustione. Interessammo della questione il Presidente della Regione Puglia per coinvolgere la Regione nella costruzione dell’impianto con capitale pubblico-privato a maggioranza pubblica. Il Presidente Fitto si disse d’accordo ma i tempi di discussione diventarono così lunghi che poi alla fine non se ne fece nulla. Se la Regione fosse stata attenta al problema la Puglia sarebbe stata la prima Regione nel mondo a realizzare un impianto del genere con un grande ritorno economico ma più importante con una immagine e un apprezzamento a livello mondiale per la realizzazione di un impianto tanto innovativo per l’ambiente e per la produzione di energia pulita”.
Occasione sprecata per l'onorevole Antonio Lia che si chiede perché il presidente Fitto non accolse la proposta del professore Rubbia, che avrebbe “Anticipato i tempi e la Regione avrebbe stabilito regole e indirizzi su un argomento così importante che sta per minare le bellezze turistiche, rurali, culturali della Puglia”. Ma non risparmia critiche nemmeno all'attuale presidente Nichi Vendola.
“Saremo la Regione che avrà la più alta estensione di fotovoltaico e quindi la produzione di un' enorme quantità di energia pulita – conclude Lia - ma non sarà più la Puglia che noi conosciamo, amiamo e vogliamo. Non va dimenticato di dire, poi, che gli utili, i guadagni, quelli andranno alle multinazionali o ad imprenditori del nord Italia o di altri paesi europei e del mondo, a noi resteranno i danni che provocheranno, i terreni occupati dagli impianti e poi il compito di smaltirli”.