Paolo Perrone: a Rotundo, alleato con la Poli, adesso piace il filobus

Il filobus a Lecce ancora non c’è ma continua a far discutere, animatamente, i protagonisti della politica del capoluogo salentino. Nonostante quei fili allacciati agli alti pali neri che “addobbano”, ahimè, la città ancora non siano in funzione le scosse elettriche raggiungono palazzo Carafa. Insomma, non solo i cittadini sono costretti, ormai da tempo a vivere all’ombra di un intreccio metallico che poco concilia con la bellezza della città d’arte, ma devono anche sottostare a botta e risposta che finora a nulla hanno portato di concreto.

Il primo cittadino storce ufficialmente il naso davanti al progetto faraonico, che avrebbe dovuto fare la rivoluzione in materia di traffico, voluto dal suo predecessore Adriana Poli Bortone e vede l’attuale capogruppo opposizione costretto a piegare la schiena davanti al neo alleato con il quale cercherà di fronteggiare il centrodestra alle amministrative del 2012.

«Constatiamo - dice Paolo Perrone - che l’acrobata Rotundo, esperto in piroette, tuffi carpiati e capriole, in seguito alla ufficializzazione dell’alleanza con Adriana Poli Bortone, si è scoperto sostenitore della metropolitana di superficie. In un filo, tuttavia logico e coerente, che lo ha visto prima difensore delle biomasse, poi solo tiepido oppositore della vicenda dei palazzi di via Brenta e, oggi, ultra del filobus.

E’ chiaro che Antonio Rotundo, proprio in nome di questa alleanza, non può raccontare alla città la verità e cioè che questa è un’opera che ha fortemente voluto Adriana Poli Bortone, oggi sua sodale, e che noi, avendola ereditata, abbiamo solo l’obbligo morale di farla partire».

Utile o no, perché bisognerà vedere un giorno quanti leccesi utilizzeranno il mezzo pubblico così sponsorizzato e odiato allo stesso tempo, quell’opera, costata ben 20 milioni di euro, a questo punto, opinione bipartisan, va ultimata, almeno per non mandare in fumo la spesa già affrontata.

Il sindaco di Lecce poi continua il suo sfogo per una delle tante patate bollenti ereditate: «Rotundo sa bene che se questa amministrazione avesse dovuto scegliere il mezzo di trasporto pubblico ecologicamente compatibile per la città, avrebbe certamente optato per altre strade, con minor impatto visivo e soprattutto meno onerose dal punto di vista economico. Ma Rotundo non è solo trasformista, ma anche mistificatore e bugiardo nel racconto di proroghe ai lavori concesse dal Sindaco, quando è noto che si tratta di aspetti e decisioni di natura tecnica che non competono né al primo cittadino né agli assessori. E’ evidente –conclude Paolo Perrone- che Antonio Rotundo, oggi più che mai, è un uomo in difficoltà, che deve acrobaticamente giustificare scelte politiche imposte dalla nuova alleanza».