Gabellone a Vendola: “Le acque del depuratore di Casarano non devono raggiungere il litorale gallipolino”

Gabellone a Vendola: “Le acque del depuratore di Casarano non devono raggiungere

“Subito un intervento destinato a garantire con certezza che le acque reflue del depuratore di Casarano non raggiungano il litorale gallipolino”.

È la richiesta del Presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, contenuta in una nota urgente indirizzata al Presidente della Regione Puglia On. Nichi Vendola.

Di seguito riportiamo ampi estratti della missiva, inviata all’On. Vendola proprio in questi giorni:

“dallo scorso 7 maggio”, esordisce Gabellone, “Acquedotto Pugliese scarica le acque reflue del depuratore consortile di Casarano nel Canale del Raho, in ottemperanza ad un suo Decreto del 6 maggio.

Le motivazioni di tale provvedimento – ricorda Gabellone – risiedevano essenzialmente nell’esigenza di verificare "la funzionalità, rispetto all’opera, del canale ricettore delle acque di scarico provenienti dall’impianto de quo" , rinviando ogni successivo procedimento all’esito di quest’ultimo.

Nel lasso di tempo che ci separa dal 30 di giugno l’Acquedotto Pugliese, pertanto, dovrà accertare che il canale sia idraulicamente idoneo a ricevere le acque reflue depurate.
Ma i primi controlli condotti dal Corpo di Polizia Provinciale, invece, destano già qualche perplessità in questa direzione. In alcuni tratti, infatti, il canale è ostruito dalla vegetazione e l’altezza dell’alveo è così ridotta – secondo le analisi dei tecnici – da confondersi con la campagna circostante.

Le ragioni di questa mia lettera travalicano però il semplice accertamento delle capacità di un canale di bonifica di assolvere ad una specifica funzione, ossia quella di smaltire le acque reflue prodotte da un impianto consortile. Le mie ragioni, infatti, risiedono nella avvertita necessità di salvaguardare la straordinaria valenza turistica del litorale di Gallipoli. Le spiagge della Baia Verde, in particolare, rientrano nel Parco Naturale Regionale Litorale di Punta del Pizzo e Isola di Sant’Andrea, sono tra le più belle e frequentate della costa salentina e nei pressi dello sbocco a mare del canale vedono l’insediamento di complessi alberghieri tra i più conosciuti e frequentati del Salento.

Converrà con me – prosegue Gabellone – che per un turista che frequenti le suddette località balneari apprendere che in prossimità di un canale siano convogliate acque reflue costituisce un forte deterrente anche solo psicologico alla frequentazione di quei luoghi; immagini poi il danno d’immagine se in prossimità delle stesse spiagge dovessero comparire dei cartelli indicanti il divieto di balneazione o ancora se peggio dovessero pervenire in mare scarichi anomali.

È necessario, dunque, intraprendere ogni iniziativa adatta a scongiurate tutte queste eventualità.
Qualche tempo addietro – ricorda ancora Gabellone – , su mio impulso, è stato costituito un tavolo tecnico cui hanno partecipato i comuni di Casarano, Gallipoli, Taviano, l’Acquedotto Pugliese e il Consorzio di Bonifica Ugento Li Foggi, dal quale sono scaturite una serie di proposte per minimizzare gli effetti dell’attivazione del depuratore di Casarano.

Alcuni interventi proposti risultano realizzabili nel medio periodo (attivazione dell’impianto di affinamento del Consorzio di Bonifica Ugento Li Foggi, ulteriori misure di mitigazione, ecc.); altri, invece, sarebbero di immediata attivazione (scarico alternativo nei campi di spandimento, nella gestione estiva o in emergenza), ma a condizione di essere recepiti dagli organi preposti, l’Autorità di Gestione del Piano di Tutela delle Acque e gli uffici regionali, in quanto andrebbero a modificare le previsioni tecniche vigenti attualmente nel Piano di Tutela delle Acque stesso.

Le chiedo pertanto – conclude Gabellone – di voler dare impulso all’istituita Autorità di Gestione del Piano di Tutela delle Acque ed agli uffici regionali perché attivino, di concerto con i soggetti che hanno partecipato al tavolo provinciale, ogni possibile procedura idonea a garantire da un lato il regolare esercizio del depuratore e dall’altro che le acque reflue depurate non raggiungano il litorale gallipolino, danneggiando irrimediabilmente le attività turistiche del territorio".