Mandurino: “Fermento nuovo legato alla caratterizzazione culturale degli eventi”

Mandurino: “Fermento nuovo legato alla caratterizzazione culturale degli eventi”

Lecce e Otranto in vetta nella scelta delle località turistiche nell’ultimo weekend di maggio e per il “ponte” del 2 giugno.
Strutture al completo nel capoluogo. E i villaggi anticipano l’avvio della stagione.

Sono soprattutto Lecce e le località marine che possono coniugare arte, natura ed enogastronomia a salire nella classifica di gradimento dei turisti, anche stranieri. L’ultimo weekend di maggio e il ponte del 2 giugno, festa della Repubblica, confermano il trend di crescita registrato dal settore nel Salento negli ultimi anni, spesso in controtendenza con l’andamento nazionale.

Secondo i dati di analisi dei flussi elaboratori dall’Apt di Lecce nell’ambito del progetto “Monitor – Trend previsionale del movimento turistico nel Salento”, che osserva il movimento turistico tendenziale in prossimità delle festività e nei periodi di rilevanza turistica, la domanda registrata in occasione delle imminenti festività è infatti complessivamente in crescita rispetto allo stesso periodo del 2009.

Il trend delle prenotazioni vede l’area di Lecce in primo piano, con un +3%.

Numerose sono le strutture al completo, sia della tipologia alberghiera che extra alberghiera (B&B, Masserie, Agroturismi). Ma il segno più – tra il 2 e il 3 per cento – riguarda anche l’area di Otranto-Melendugno. In questa zona vasta, che comprende anche Maglie e la Grecìa Salentina, l’incremento percentuale si configura sufficientemente omogeneo sia sui territori, che relativamente alle tipologie ricettive prese in considerazione dal panel campione, la cui rilevazione riguarda anche le strutture ricettive tipicamente estive come i villaggi turistici, in particolare quelli che lavorano soprattutto con i mercati internazionali. Nei villaggi gli incrementi riguardano sia il tasso di occupazione delle camere, sia la stagionalità: sulla base delle prenotazioni, l’apertura quest’anno risulta essere stata anticipata a maggio, mentre il periodo estivo avrà una lunga coda, con presenze significative anche a ottobre.

Di sostanziale tenuta, in termini di flussi previsti, si può parlare per le aree di Gallipoli-Ugento-Porto Cesareo e di Santa Cesarea Terme-Castro-Leuca, dalle quali provengono segnali incoraggianti, preludio di una buona stagione estiva.

Sul fronte dei turisti stranieri le presenze sono in linea con la media, ma è da evidenziare il ritorno di turisti inglesi e l’aumento di americani e canadesi, probabilmente grazie all’attuale cambio favorevole del dollaro rispetto all’euro. A seguire: tedeschi, francesi, austriaci e svizzeri. I turisti italiani, oltre a quelli di prossimità (altre provincie pugliesi e campani in particolare) provengono da Lazio, Lombardia e Veneto. Buono l’afflusso di gruppi organizzati, che testimonia lo sforzo compiuto in tal senso dai Tour operator.

Come detto, la rilevazione è stata effettuata su quattro aree a vocazione turistica: Lecce e hinterland; Porto Cesareo-Nardò-Gallipoli-Ugento; Salve-Leuca-Tricase-Santa Cesarea Terme; Otranto-Melendugno-Maglie-Grecìa Salentina. All’interno di tutte le aree prese in esame è stato individuato un panel di 95 strutture ricettive (suddivise in Alberghi, Villaggi, Campeggi, Agriturismi, Bed & Breakfast, Case vacanze per un totale di 7.206 posti letto pari al 12% della ricettività totale del Salento) e 15 Agenzie Viaggi della provincia.

Queste ultime, in particolare, sembrano soffrire la concorrenza di importanti Tour operator di medie e grosse dimensione, nonché delle prenotazione fatte online tramite i portali specializzati, sia per ciò che attiene l’incoming, sia l’outgoing. E, a proposito di partenze, i viaggiatori salentini sembrano preferire, anche in questo periodo, le capitali europee, insieme al mar Rosso e alla vicina Grecia la cui crisi ha determinato un abbassamento dei prezzi.

Così come è stato in occasione della Pasqua e per tutta la primavera” - commenta Stefania Mandurino, commissaria dell’Apt di Lecce - il Salento mantiene intatto il suo appeal, nonostante la sofferenza della nostra economia. Il weekend di fine maggio e la festività del 2 Giugno evidenziano segnali di cambiamento importanti per il turismo salentino, un cambiamento determinato dal grande fermento culturale che anima il territorio. Lecce, è sotto gli occhi di tutti, non è solo piena di turisti, è il fulcro di un grande movimento di attività legate ad altri settori strategici della nostra economia che, come il manifatturiero, stanno lavorando sulle eccellenze. Affianco a - Cantine Aperte - non solo occasione di conoscenza delle produzioni vitivinicole, ma veri e propri contenitori culturali, ed al Festival del Cinema Turistico, gli eventi del fine settimana sono legati al design, al fashion, all’artigianato artistico e - continua Mandurino - testimoniano un’energia nuova, frutto della volontà di innovarsi, confrontarsi e, soprattutto, affermarsi. Il turismo si nutre di queste eccellenze ed , in contemporanea, aiuta a sostenere il made in Salento che , sempre di più, appare non come uno slogan, ma come un marchio espressione delle realtà del saper fare salentino, che ha saputo andare oltre, anche oltre la crisi, si spera. Ed è interessante riscontrare la maggior presenza di americani e canadesi, che aiutati da un cambio più favorevole, selezionano il Salento non per il suo mare, ma per la capacità del territorio di offrire un prodotto integrato, che si veste sempre meglio di contenuti culturali. In contemporanea anche il turismo balneare sembrerebbe consolidare la stagionalità, laddove riesce ad intercettare mercati internazionali, anche grazie ai grossi brand di Tour operator o catene alberghiere. Insomma, un prodotto composito che sembra incontrare il gradimento di varie tipologie di viaggiatori ”.