Istat: 2 milioni di giovani italiani in difficoltà, nel Mezzogiorno in primis

Istat: 2 milioni di giovani italiani in difficoltà, nel Mezzogiorno in primis

Oltre 2 milioni di giovani non studiano e non lavorano e sono a rischio esclusione. Vengono definiti "Neet" (Non in education, employment or training) e l'Italia detiene il primato europeo di giovani in difficoltà.

Hanno un'età fra i 15 e 29 anni (il 21,2% di questa fascia di età), per lo più maschi, e sono a rischio esclusione.

Lo denuncia l'Istat nel rapporto annuale presentato oggi. Il numero dei giovani disoccupati ed in difficoltà è molto cresciuto nel 2009, a causa della crisi economica: 126 mila in più, concentrati al nord (+85 mila) e al centro (+27 mila).

Tuttavia il maggior numero, oltre un milione, si trova nel Mezzogiorno.

Fra i "Neet" si trovano anche laureati (21% della classe di età) e diplomati (20,2%).

L'Istat fa anche una descrizione dettagliata di questa tipologia di giovani: "Sono coloro che perdono il lavoro e quanto più dura questo stato di inattività tanto più hanno difficoltà a rientrare nel mondo del lavoro".

Nel merito del rapporto entra l'onorevole Teresa Bellanova del Partito Democratico: "Un vero e proprio buco nero che tende ad inghiottire quella fascia di popolazione che più di tutte avrebbe da
offrire allo sviluppo della società ed alla crescita dei consumi”, questo l’allarme lanciato dalla parlamentare salentina, componente della Commissione Lavoro.

"Le energie migliori del nostro Paese finisconorisucchiate nella palude del nulla" prosegue la Bellanova. "È a questo problema che il Governo dovrebbe assegnare la più alta priorità, invece di sbizzarrirsi con manovre fatte solo di tagli e condoni, perché questo stallo impedisce ai nostri giovani di poter anche solo immaginare il futuro. E con il loro, è anche il futuro della nostra intera società a rimanere imprigionato in questa condizione di non esistenza".