"Lo sguardo di Omero": dal 2 al 4 settembre

2 September, 2011 (All day) - 4 September, 2011 (All day)

Torna "Lo sguardo di Omero", dal 2 al 4 settembre, la proiezione dei documentari e film selezionati ed una speciale retrospettiva dedicata a Franco Piavoli, per una tre giorni dedicata alla narrazione, un festival che in maniera davvero speciale ci permette di praticare la via dell’ascolto e dell’attenzione e ci conduce alla riscoperta del tempo.

Dopo il grande successo di pubblico e di critica della prima edizione, settembre 2010, che ha premiato registi come Ermanno Olmi e Gianni Celati (“Terra Madre” e “Visioni di case che crollano”) e che ha portato sul palcoscenico di Torre dell’Orso e nel cuore della comunità salentina registi e produttori di altissimo profilo culturale e spessore umano, come Marco Visalberghi, Piero Cannizzaro, Rocco Papaleo, e Rossella Piccino, il Comune di Melendugno, d’intesa con la casa editrice Zane, che già nel 2010 ne ha curato la progettazione e direzione artistica, nella persona di Annalisa Montinaro, porta Lo Sguardo di Omero alla sua seconda edizione, elevando la già alta offerta culturale del festival e incentivando le collaborazioni con altri festival dell’Europa e del Mediterraneo.

In questa seconda edizione 2011, il Festival si divide in due momenti principali: settembre 2011 e dicembre 2011. L’appuntamento di settembre 2011 è dedicato esclusivamente alla proiezione di una prima parte delle opere selezionate dal comitato tecnico scientifico del festival ed all’incontro con alcuni registi e autori.

La premiazione delle opere vincitrici avrà luogo a Dicembre 2011, presso il Nuovo Cinema Paradiso di Melendugno, secondo modalità che saranno comunicate sul sito del Festival, su facebook e a mezzo stampa.

Lo sguardo di Omero, nel nome del festival si racchiude la sua anima. Omero è l’aedo perfetto: l’aedo tra gli aedi, il maestro della narrazione, fu il primo a raccontare la vera anima del popolo greco, a raccogliere la voce dell’umanità in cammino. Omero è il cantore cieco che, chiusi gli occhi sulla realtà manifesta, esplora il “dietro” e svela l’oltre che giace al di là del visibile, fino a cogliere la radice autentica delle cose.

Questo lo sguardo sulla realtà che il festival vuole promuovere.

Il Festival è un contenitore culturale dedicato ai linguaggi cinematografici e al loro essere privilegiate chiavi di accesso tanto ai “paesaggi dell’anima” quanto all’anima dei paesaggi. È un festival di narrazioni filmiche, dedicate ai luoghi, alle culture e alle identità dell’Europa e del Mediterraneo, dove il “paesaggio” non è solo il contesto dove poggiare le storie ma un’entità protagonista, un soggetto al pari dell’uomo e, in quanto tale, motore principale della vicenda umana e del suo

svilupparsi nello spazio e nel tempo. Il paesaggio e l’uomo sono spazi mistici, sociali e culturali che si esplorano e si contaminano vicendevolmente.
Omero racconta la vicenda umana in tutte le sue declinazioni. Lo sguardo di Omero premia l’arte della narrazione.

Esplora i linguaggi cinematografici ed innovativi che, più di altri, sono capaci di raccontare l’eternità della vicenda umana e la poesia del paesaggio, la singolarità metafisica dei luoghi e lo spessore antropologico delle civiltà. Lo sguardo di Omero cerca ed accoglie le narrazioni filmiche che sanno costruire e riscoprire identità, contribuendo, attraverso i mezzi e la sensibilità moderni, a favorire la conoscenza dell’esperienza umana contemporanea e delle straordinarie civiltà dell’Europa e del Mediterraneo che, nella fuga del tempo e in uno spazio divenuto troppo caotico e neutrale, rischiano di scomparire senza lasciare traccia.

Nei tre giorni di programmazione Lo sguardo di Omero propone non solo la proiezione dei documentari selezionati ma anche incontri con personaggi che ci aiutano ad esercitare il nostro sguardo sulla realtà.

Apre questa edizione l’incontro con il pensiero di Antonio Mercurio, fondatore e presidente della Sophia University of Rome (SUR), creatore della Sophia-analisi, della Sophia-art, della Cosmo-art e della Antropologia Personalistica Esistenziale, che in un intervista telefonica ci porterà in un viaggio nell’Odissea, un viaggio come pochi, per saperne di più sullo sguardo che Omero lasciò cadere su Ulisse.

Anche per questa seconda edizione Il Festival ha voluto dedicare un momento speciale a chi, con la sua opera, manifesta egregiamente le finalità ed i contenuti del Festival. Il personaggio di questo anno è il regista Franco Piavoli, regista, montatore, produttore e direttore della fotografia. Singolare figura di film-maker indipendente, che realizza e produce da solo i suoi film spesso effettuando le riprese nella sua casa sulle colline del lago di Garda, persegue un’originale idea di cinema lirico-sinfonico in cui le immagini, non più costruite in maniera antropocentrica, costituiscono una sorta di partitura audiovisiva dal forte impatto emozionale.

Il suo primo lungometraggio (Il pianeta azzurro, 1981) è un’elegia lirica di impianto naturalistico sul ritmo delle stagioni e sulla ciclicità di ogni vita; Nostos il ritorno (1990) è invece un’insolita rivisitazione del mito di Ulisse, con gli attori che parlano in greco antico, mentre Voci nel tempo (1996) è una struggente e malinconica riflessione sulle ferite inferte dal tempo.

Al primo soffio di vento (2002) mette in scena invece, con sguardo quasi leopardiano, il pomeriggio del «dì di festa» di una famiglia bresciana, chiusa nel torpore e nella solitudine di una domenica d’estate.

Molto attenta la selezione delle opere finaliste che saranno proiettate secondo il programma allegato e premiate nelle tre categorie di cui si compone il Festival, corrispondenti ciascuna ad un linguaggio cinematografico differente.

Per ognuna delle categorie è previsto un premio:
- miglior documentario di taglio paesaggistico - antropologico;
- premio per il miglior film che armonizzi il delicato rapporto tra l’uomo, il suo ambiente e la sua civiltà;
- premio per il miglior report sulle condizioni ambientali di un luogo;

Le opere sono valutate da una giuria di 5 esperti nazionali di consolidata esperienza nel settore delle produzioni cinematografiche, del cinema documentario e dell’antropologia. Il presidente della giuria è il Prof. Vincenzo Camerino.

Anche quest’anno ogni regista premiato avrà a disposizione una settimana di vacanza da trascorrere nel Salento, in una delle sue suggestive e tipiche strutture ricettive.

Info: tel. 320.0631370- mail zaneeditrice2010@libero.it