Politeama Greco: "replica" della Fanciulla del West

Politeama Greco.

Ore 21.00.

"La fanciulla del west" di Giacomo Puccini. La regia è affidata al noto coreografo salentino Fredy Franzutti.
"La Fanciulla del West" rappresenta per Franzutti il debutto, nelle vesti di regista, nell'ambito dell'opera lirica.

La 42a Stagione Lirica della Provincia di Lecce si compone, quest’anno di tre opere: La fanciulla del West di Giacomo Puccini in programma il 21 gennaio con replica il 23, Don Pasquale di Gaetano Donizetti previsto per il 4 febbraio con repliche il 5 e il 6, e Il trovatore di Giuseppe Verdi la cui prima sarà il 18 febbraio e le repliche il 19, il 20 e il 22. Sipario sempre alle ore 20.45.

Il botteghino del Politeama Greco è aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 12, e dalle ore 17 alle ore 19. Il sabato, invece, solo di mattina dalla ore 9 alle ore 12.

Info: tel. 0832.241468.

Guarda tutti i video degli eventi della Provincia di Lecce nel canale video dell'Assessorato alla Cultura della Provincia di Lecce www.salentoweb.tv/eventiprovincialecce.

TRAMA
In un campo di minatori della California, nei giorni della febbre dell'oro. 1849-1850.

Primo atto.
Alla Polka

Il sipario si alza sulla "Polka", il Saloon di Minnie. Sulla scena compaiono i minatori che prendono posto nel locale giocando a carte e bevendo whisky in attesa dell'arrivo di Minnie. I minatori parlano di loro stessi, della loro nostalgia per la casa e per la famiglia e lo fanno usando i temi del folklore americano. Il calore della malinconica lontananza nelle note del menestrello Wallace accentua il loro essere persone semplici ma generose, dure e rozze ma estremamente sentimentali. Il colore alla scena è dato dal contrasto tra questa gentilezza d'animo e il loro essere abili bari nel gioco, giustizieri sommari della truffa di Sid, così come violenti contendenti della bella Minnie. È proprio Minnie a sventare la lite tra Sonora e lo sceriffo Rance. La protagonista, quindi, calca la scena presentandosi come una donna forte e decisa che tratta gli uomini usando i loro stessi mezzi. Una grande sonorità la accompagna finendo per smorzarsi per evidenziare il suo lato dolce, il suo essere ideale femminile per tutti i minatori del Saloon, colei la quale è desiderata con rispetto, che custodisce l'oro e al contempo insegna loro la Bibbia. "Non v'è al mondo peccatore cui non s'apra una via di redenzione". Minnie legge il salmo 51 di David e preannuncia, così, al pubblico il suo potere redentore che sarà pieno solo alla fine dell'opera. La scena, che descrive la sacralità del profano, si mischia con l'annuncio della trappola che Ashby intende sottendere per la cattura del bandito Ramerrez, il cui volto è sconosciuto a tutti tranne che all'amante Nina Micheltorena. Ed è proprio per celebrare la concezione dell'amore della protagonista che Puccini la isola nel suo dialogo con Rance il quale, non smentendo il suo cinismo, la corteggia offrendole mille dollari in cambio di un suo bacio. Ma Minnie non si fa comprare e, proprio mentre intona il suo desiderio di essere amata, fa il suo ingresso in scena il bandito Ramerrez, Dick Johnson. Il feeling tra i due è immediato tanto da destare la gelosia dei minatori avventori del locale e dello sceriffo che aizza i ragazzi contro il forestiero Johnson. È Minnie che sventa, nuovamente, il rozzo contendersi che si tramuta, dunque, in un invito alle danze. Il valzer cessa quando entra in scena il bandito José Castro, della banda di Ramerrez, che si è fatto catturare per sviare l'attenzione e permettere al suo capo di mettere a punto la rapina ai danni dei minatori. La scena si svuota. Restano protagonisti solo Minnie e Johnson. Questo sarebbe il momento propizio per assegnare il colpo ma in Johnson prevale l'amore per la tenera Minnie dal "viso d'angelo". È proprio il tema dell'amore della protagonista che chiude il primo atto sancito dal coro fuori scena e da un impasto sonoro di grande interesse.

Secondo atto.
Nella casa di Minnie

Il sipario si apre su una scena di colore folkloristico tra i due indiani al servizio di Minnie, Billy e Wowkle, che cantano la ninna nanna al loro piccolo. Non è solo scena bensì storia della vita del West vissuta da personaggi che fanno i conti con il loro essere "integrati" nell'America dell'oro e delle miniere. Ma oltre al colore dell'ambientazione questo atto è denso dell'amore, se vogliamo selvaggio eppur naturale e semplice, di Minnie e Johnson. Minnie da il suo primo bacio all'uomo che ha capito di amare dal primo momento e non esiste niente altro che domini la scena più della loro presenza, resa pathos dalla musica che contrappone la profondità invadente della passione con l'invadente perturbazione del mondo che li circonda (la bufera di neve che tenta di scardinare l'idillio amoroso senza alcun risultato). La scena dei due amanti che si coricano per non lasciarsi più è interrotta dall'arrivo di Rance, Nick e di Ashby che induce Minnie a trovare un nascondiglio per Johnson affinché nessuno lo veda con lei. Ma il gioco è presto rovinato: i ragazzi svelano a Minnie che lo straniero non è altro che il ricercatissimo bandito Ramerrez. Tutto succede in fretta perché Puccini vuole che il tempo e l'emozione siano dedicati alla delusione di Minnie ed all'amarezza di Johnson messi a confronto. Minnie incalza Johnson con il tono del disprezzo e a questi non resta altro che cercare di giustificare il suo essere capobanda per "eredità paterna" e lasciarsi travolgere dalla presa di coscienza di una redenzione amorosa svanita. Minnie lo spinge fuori di casa ma Johnson viene raggiunto da un colpo di pistola sparato dagli inseguitori nei paraggi. Minnie si pente di averlo dato in pasto al suo passato, è angosciata così lo recupera dalla soglia di casa per nasconderlo nel solaio. Rance sopraggiunge nella casa di Minnie seguendo le tracce di sangue che Ramerrez ha lasciato nella bufera fuori. Non ne scoprirebbe la presenza se non fosse che le gocce di sangue del ferito cadono dal solaio di Minnie sulla mano di Rance. Scoperto il ricercato, Minnie usa tutta la sua astuzia per salvargli la vita. Propone di giocare una partita a poker: se vince Rance avrà la vita di Johnson ed il suo tanto sospirato amore mentre se lo sceriffo perde Minnie avrà il suo uomo. Minnie bara ed ottiene, così, la salvezza del suo uomo.

Terzo atto.
Nella foresta californiana

È passata una settimana dalla partita a poker e la caccia al bandito non è ancora cessata. Rance, Ashby, Nick ed i cercatori sono pronti a riscuotere la rivincita contro Johnson e la tensione sale. Le azioni si accavallano eppure tutto si svolge in modo fulmineo. Puccini esprime in modo esemplare e chiaro il motivo della scena e lo fa mettendo in risalto i singoli episodi senza mai perdere il senso collettivo della narrazione. La tensione raggiunge il culmine con l'arrivo di Sonora che annuncia la cattura del bandito. L'euforia prende il posto della tensione, la grottesca frenesia dei cercatori si contrappone alla calma di Nick che si appresta ad avvisare Minnie. Johnson è consegnato alla giustizia della folla: Rance lo schernisce, i minatori lo accusano di furto e assassinio ma, soprattutto, di aver rubato l'amore puro di Minnie. A Johnson è concesso di parlare così impiega il tempo che gli è dato prima di morire dedicandolo a Minnie affinché ella lo creda "sovra una nuova via di redenzione". Un assolo, quello di Johnson, quasi cullato dal dolce andamento armonico che viene interrotto quando sopraggiunge selvaggiamente Minnie a cavallo con una pistola tra i denti. La furia iniziale della donna che, mentre si avvinghia al suo uomo minaccia chiunque osi toccarlo, lascia il passo ad un fare dolce e da brava insegnante, la figura di donna che ci è stata presentata mentre leggeva la Bibbia nel Saloon. Minnie si rivolge ai cercatori d'oro e a ciascuno ricorda ciò che lei ha fatto per loro, per alleviare la loro sofferenza, ricorda la sua incondizionata dedizione. Sonora è il primo a perdonare il bandito e ad adoperarsi per convincere i suoi compagni. Echeggia la suprema verità d'amore che tutto può persino redimere dagli sbagli. Ed è l'amore della folla per Minnie che permette il perdono di Johnson che, così, può riabbracciare la sua amata e vivere con lei una nuova vita serena ed onesta.

Alcune arie da La Fanciulla del West

* Minnie, dalla mia casa son partito (Jacke Rance - atto I)
* Laggiù nel Soledad (Minnie - atto I)
* Tre Re (Jacke Rance - atto II)
* È mio quest'uomo (Minnie - atto II)
* Amaro! Paradiso, inferno, è quel che è (Nick - atto III)
* Risparmiate lo scherno (Dick Johnson - atto III)
* Ch'ella mi creda libero e lontano (Dick Johnson - atto III)
* E anche tu lo vorrai, Joe (Minnie - atto III)